Il colosso sud coreano Samsung ha presentato da pochissimo i nuovi top di gamma Galaxy S21, che sono arrivati anche nel mercato Italiano. Purtroppo però, tra le tantissime funzionalità disponibili, ne manca ancora una, tra l’altro abbastanza banale.

Parliamo dei cosiddetti seamless update, ovvero la possibilità di aggiornare il sistema operativo in background mentre lo smartphone è in esecuzione. Funzionalità che tra l’altro, è presente su altri smartphone Android. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

 

Samsung Galaxy S21: manca ancora una funzione abbastanza banale

La funzionalità in questione altro non è che una modalità di aggiornamento software, lanciata ormai anni fa su Android e implica solamente un riavvio del dispositivo ad aggiornamento completato per applicare le modifiche. Questa modalità di update sfrutta le partizioni di tipo A/B per installare il nuovo firmware mentre il dispositivo è in esecuzione, presuppone un minor rischio di corruzione dei dati e non implica l’impossibilità a usare lo smartphone per tutto il tempo richiesto dall’installazione dell’aggiornamento.

In precedenza, Google sembrava decisa a imporre l’obbligo di adozione degli aggiornamenti seamless per i dispositivi basati sul robottino verde a partire da Android 11. Successivamente, BigG sarebbe tornata sui suoi passi in merito a questo aspetto e Samsung non si è sentita in obbligo di implementare tale feature. Anche Max Weinbach su Twitter ha sottolineato tale mancanza nel codice sorgente dei nuovi Galaxy S21. Ulteriori indagini hanno mostrato come manchi il supporto anche a Project Treble sui Galaxy S21, sebbene tali dettagli devono essere confermati.

Per il momento rimane oscura la motivazione per cui Samsung ha deciso di non implementare ancora il supporto a una modalità di aggiornamento comoda come la seamless. Una delle ipotesi potrebbe risiedere nel voler preservare al massimo lo storage interno per l’utente, visto che gli aggiornamenti seamless presuppongono meno spazio di archiviazione a disposizione.