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Radiazioni: ecco quanto possono fare male i segnali WiFi, Bluetooth e 5G

scritto da Domenico 24/07/2020 0 commenti 2 Minuti lettura
radiazioni 5G wireless
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Quanto possono fare male le radiazioni dei telefoni? Fino a qualche anno fa la domanda non si poneva ma con l’attuale progresso tecnologico questo tema è diventato il chiodo fisso di salutisti, utenti e tecnici del mondo ICT. Sta di fatto che la preoccupazione aumenta di pari passo al numero di sistemi senza fili che prosperano nel nostro digital life. WiFi, Bluetooth, torri base per cellulari, satelliti. Insomma, potessimo vedere le onde elettromagnetiche ad occhio nudo non riusciremmo a distinguere nulla nel raggio di pochi millimetri.

Tutte queste considerazioni portano molti ad interrogarsi su quello che potrebbe essere il vero impatto sulla salute nonostante le continue rassicurazioni degli scienziati e degli esperti del mondo telecomunicazioni. Si dibatte sull’argomento soprattutto dopo l’avvento della nuova rete Gigabit che ha dato vita al movimento #Stop5G. Ecco la verità.

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Frequenze dannose per la salute: c’è bisogno di preoccuparsi per le radiazioni?

La linea telefonica sfrutta i seguenti canali di trasmissione standard:

  • 2G – tra 900 e 1.800 MHz
  • 3G – tra 1.900 e 2.170 MHz
  • LTE/4G – tra 800 e 2600 MHz

Tutti li usiamo, tutti li conosciamo per grandi linee. Si tratta di segnali non ionizzanti. Pertanto non riescono ad attraversare le molecole alterandone la struttura. Ciò vale per ostacoli come muri ed impedimenti ambientali ed architettonici. Ma a noi interessa l’impatto che queste potrebbero avere sul corpo umano, evidentemente quasi nullo per via della conformazione fisica delle particelle.

A ragione della sicurezza, inoltre, le autorità hanno vagliato un limite per le emissioni nocive in modo da contenere le onde elettromagnetiche assorbite dal corpo e dal cervello. La normativa prevede la soglia del valore SAR a 2W/Kg di picco. Avendo questo riferimento esaminiamo con cura ogni tipologia di connessione.

 

Radiazioni WiFi

Come già sappiamo si usano due frequenze: 2.4 GHz e 5 GHz. La compresenza sui dispositivi di trasmissione causa la diffusione di un segnale Dual-Band il cui picco di potenza è di 100 mW. Tale valore è molto basso tanto da non rappresentare un rischio per la salute nemmeno nel caso in cui si abbiano molti dispositivi collegati alla medesima sorgente ed allo stesso tempo.

 

Bluetooth

Il Bluetooth è utile ed in uso ormai da diversi anni nelle sue varie revisioni. L’attuale versione è la Bluetooth 5.0 sebbene si disponga delle necessarie tecnologie per ottemperare la richiesta di una revisione Low Energy che diminuisca la potenza di trasmissione in uscita. Una versione ancora più leggera del WiFi considerata innocua a seguito dei numerosi studi sul campo resi noti dalla Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Tra l’altro, tanto più si è distanti dai dispositivi tanto più si riduce l’esposizione alle onde.

 

Radiazioni 5G

E veniamo ora al nocciolo della questione per la rete in via di sperimentazione. Adottata con successo da TIM e Vodafone è stata più volte rinnegata dalle associazioni e dai sindaci italiani che ora sono costretti ad implementarla territorialmente a seguito della nuova Delibera Nazionale. Una tecnologia che usa le attuali frequenze del Digitale Terrestre a 700 MHz. A queste aggiunge anche le più veloci 3500 MHz nonché le 26 GHZ altrimenti conosciute come mmWave. A destare sospetto sono soprattutto queste ultime sebbene non immediatamente indirizzate al pubblico consumer per questa prima fase sperimentale. Ad oggi non vi è documentazione comprovante la pericolosità di onde comunque molto prossime ai raggi X. Gli effetti nefasti non sono stati provati, cosa che riconduce tutto a ruolo di bufala nonostante le assillanti invettive delle opposizioni.

radiazioniradiazioni 5Gradiazioni smartphone
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Domenico

Da sempre affascinata ed appassionata di ITC e nuove tecnologie. Opera nel campo della domotica e cura gli aspetti tecnici nel mondo dei PC e del mobile communication ormai da oltre un ventennio. Aperta al cambiamento e ferma sostenitrice del progresso tecnologico in ogni sua forma. Crede nel fatto che l'informazione sia il paradigma del potere ed ha fatto delle sue grandi passioni giovanili un lavoro a tempo pieno.

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