blankL’app Snaptube, popolare tra gli utenti Android per scaricare contenuti da piattaforme social come Facebook o Youtube, è stata scaricata già 40 milioni di volte. Tuttavia, un report recente consiglia di rimuovere l’app poiché rischiosa per l’incolumità dei dati personali.

Snaptube è popolare in particolar modo per la possibilità di scaricare video da altre piattaforme. Il rapporto di UpStreamSystems afferma che questa applicazione è in realtà responsabile di 32 milioni di transazioni fraudolente che si sono verificate negli ultimi mesi. La piattaforma di sicurezza Secure-D di UpStreamSystems ha bloccato l’89% di queste transazioni a causa di tentativi di frode rilevati frequentemente proprio dopo l’uso dell’app.

Google ha rimosso Snaptube dal Play Store. Secondo le dichiarazioni di Forbes, lo scorso anno Upstream ha avvertito che il vero scopo di SnapTube fosse eseguire attività sospette in background. Pare che l’app abbia facilitato anche l’uso di abbonamenti premium come escamotage per raccogliere i dati degli utenti. Il guadagno dovuto a queste frodi ammonta a circa 100 milioni di dollari.

Snaptube secondo alcuni rapporti non è un’app sicura, l’azienda rilascia delle dichiarazioni

Ad ottobre Mobiuspace, la società che ha realizzato l’app, ha affermato che il problema era “correlato alla collaborazione con terze parti note per aver consentito pratiche fraudolente“. La società ha aggiornato l’app dopo queste dichiarazioni, in seguito ad un’interruzione di tale collaborazione. Sul sito Web ufficiale, Mobiusspace si è anche scusata e ha ribadito che la sicurezza degli utenti è una priorità. Ha incoraggiato gli utenti a scaricare la nuova versione dell’app, sebbene il rapporto di UpStreamSystems implichi pratiche controverse ancora in corso nonostante l’aggiornamento.

Mobiusspace afferma che il rapporto di UpStreamSystems contiene informazioni fuorvianti: “Ha pubblicato un rapporto travisando, senza chiedere conferma, ha causato danni significativi al nostro marchio e alla nostra reputazione. Snaptube esorta Upstream a (…) smettere di diffondere informazioni false“.