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Giuseppe Ippolito è il Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma e direttore, dal 2009, del Centro dell’OMS per la gestione clinica, la diagnosi, la risposta e la formazione sulle malattie altamente infettive all’INMI. Considerando il curriculum di assoluto rispetto bisognerebbe tenere conto delle sue parole. Già, perchè il Direttore scientifico dello Spallanzani, in un’intervista a Repubblica, ha sottolineato come la riapertura di oggi, lunedi 18 maggio, non significa assolutamente la fine della pandemia, anzi.

Secondo Ippolito il rischio per una seconda ondata rimane molto alto. Secondo il Direttore, tante riaperture simultanee aumentano il rischio che la pandemia riparta dopo il periodo di flessione dettato dal lockdown. Per far si che questo non accada sono necessarie precauzioni alle quali è assolutamente necessario che nessuno si sottragga.

Il distanziamento sociale come primaria misura di prevenzione

Ippolito pone l’accento su quelle che saranno le situazioni più delicate dal 18 maggio. Mezzi pubblici e negozi non andranno certo d’accordo con i contagi. Le persone dovranno continuare ad usare la precauzione che tanto infastidisce questo virus; il distanziamento sociale. Nonostante sia stato ridotto ad 1 metro resta l’arma migliore contro una propagazione incontrollata dei contagi. Seguito dall’uso delle famigerate mascherine, con le quali dovremo spasmodicamente convivere nei prossimi mesi.

Abbassare la guardia in questo inizio di Fase 2 potrebbe comportare una nuova chiusura in stile 8 marzo, con drammatiche conseguenze che tutti possono immaginare. Per questo, prosegue il Direttore, da lunedì 18 maggio una grande importanza avranno i dati forniti dalle regioni. Il monitoraggio sarà determinante per evitare una nuova emergenza nel caso in cui i contagi dovessero aumentare. I dati dovranno essere tempestivi, affidabili, disponibili in ogni momento e assolutamente dettagliati. Infine l’elogio alla Politica Italiana come l’unica ad aver dato molto peso ed ascolto ai “tecnici”. Nonostante tutto, lasciatecelo dire, la Politica resta sempre l’unica candidata a decidere, vogliamo sperare che lo faccia sempre e solo nell’interesse della salute dei cittadini.