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Non è più una novità ormai che il produttore americano Boeing versi in seria difficoltà, legata a problemi di produzione su moltissimi dei suoi modelli. Gli incidenti del 737 Max hanno notevolmente rallentato l’azienda, tanto da portare alla difficile soluzione di bloccarne definitivamente la produzione. Sembrerebbe però che le complicazioni del colosso dell’aviazione non si limitino al settore del trasporto civile ma siano presenti anche sulle sue navicelle spaziali. La Starliner ha infatti fallito la sua missione di raggiungere la Iss.

A causa di alcuni problemi la capsula di Boeing non attraccherà quindi alla Stazione Spaziale Internazionale, affossando quindi ulteriormente la posizione dell’azienda. La Starliner avrebbe dovuto essere il nuovo mezzo della NASA, adibito al trasporto degli astronauti sulla stazione orbitante. Il responsabile del fallimento della missione sarebbe stato il cronometro di bordo, non settato correttamente.

Starliner: le cause dietro al fallimento della missione della NASA

Alla base del problema alla capsula Starliner ci sarebbe il “cronometro” di bordo, ossia il timer che fornisce le informazioni sulle azioni da compiere. A causa del disallineamento la navicella ha iniziato una procedura imprecisa, mancando quindi l’orbita per inseguire la Iss. Bridenstine e Jim Chilton, i due senior vice president di Boeing non si sono sbilanciati più di tanto sulle possibili cause, affermando di essere al lavoro per determinarle.

Quello che appare assurdo in questa fine 2019 è la possibilità di errore così elevata, specialmente per una causa minore come un “orologio“. Altro fattore preoccupante è la sicurezza, che dovrebbe mantenere standard elevatissimi nel caso del trasporto di un equipaggio di astronauti. La missione è ormai nelle sue fasi conclusive e la capsula rientrerà sulla Terra nel corso delle prossime ore.

Nonostante Starliner abbia ancora il 75% di carburante non è infatti più possibile recuperare la giusta orbita per raggiungere la Stazione Spaziale. La società ha detto che si impegnerà al massimo affinché le fasi di rientro sulla Terra si svolgano senza problemi e mantenendo elevatissimi standard di sicurezza. Verranno poi successivamente studiati i motivi del fallimento e valutati i comportamenti di un eventuale permanenza in orbita.