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Apple nonostante la sua fetta di mercato sia scesa nel corso degli ultimi anni, risulta ancora a capo del mercato degli smartphone premium (oltre i 400 dollari). Nel Q4 del 2018 l’azienda californiana si è piazzata al primo posto delle vendite, seguita da Samsung, HuaweiOppo e OnePlus. OnePlus per la prima volta entra nella classifica global strappando il 5 posto.

Il vantaggio di Apple sugli inseguitori è decisamente in calo, ma rimane ancora ben saldo il suo 51 % dell’intero mercato. Cala anche Samsung, che si attesta sul 22 %. Tuttavia è la crescita riportata dai competitori asiatici che è davvero strabiliante. Oppo porta a casa un +863 %, OnePlus +209 % e Xiaomi +149 %.

Apple e i competitor nei differenti mercati

Counterpoint ha inoltre analizzato quello che è l’andamento dei singoli brand nelle varie regioni. Ne è emerso che in Europa, stanno andando bene OnePlus, Huawei e Google. 

Google che per la prima volta entra in classifica, spinta dal successo dei recenti Pixel. Il resto della classifica vede invece Apple, Samsung, Huawei e OnePlus. È inoltre interessante osservare che ci sono più di 40 brand che competono nel settore mobile: ma solo la top 5 rappresenta oltre il 90 % delle spedizioni al mondo.

I due mercati principali rimangono quello di Stati Uniti e Cina, ma l’Asia pacifica è in rapida ascesa. Vediamo nel dettaglio alcuni brand “emergenti” :

  • Huawei: ha alzato definitivamente l’asticella con l’ultima serie P30, ma deve il suo successo conclamato alla serie P20 e Mate 20.
  • Oppo: Sta crescendo molto in Cina, specialmente con gli ultimi dispositivi della seri R15 e R17. E’ in corso un rinnovamento del marchio per aggredire con decisione anche l’Europa, ci basti pensare alla serie Reno appena presentata.
  • OnePlus: La piccola start-up nata nel 2014 ha percorso ormai molta strada. Oneplus 6T è stato poi un record di incassi, che ha permesso all’azienda di essere riconosciuta a livello globale.

Counterpoint prevede che in futuro il mercato premium continuerà a crescere, incrementando la sua fetta di un altro 10%. Brutte notizie quindi per noi utilizzatori finali, che vedremo i nostri portafogli svuotarsi sempre più.