Shannon Lubetich, post licenziamento, ha accusato il creatore di Snapchat per la cultura aziendale tossica e sessista messa in atto. Shannon ha prima criticato l’azienda in un’e-mail inviata a novembre il giorno in cui si è dimessa.

In un’intervista successiva, ha ribadito la maggior parte delle precedenti affermazioni, non essendo più un datore di lavoro. Ha sollevato critiche su alcuni dei suoi dirigenti e sull’atmosfera generale del team. Un episodio che lei crede sia illustrativo di questo problema è il party del sesto anniversario dell’azienda, tenutosi la scorsa estate in un hangar Sancta Monica. Trattasi di un’occasione in cui l’azienda ha ingaggiato tre modelli per somigliare alla lente con effetto cervo di Snapchat, incaricandoli di posare per fotografie e servire bevande. I modelli hanno addirittura avuto diverbi con il co-fondatore e amministratore delegato, Evan Spiegel.

Sessismo e comportamenti tossici ripetuti nel tempo dai membri del team di Snapchat: le accuse di un’ex collega

Anche l’ex vicepresidente di una parte dell’azienda, Tim Sehn, è stato accusato per commenti inappropriati, è stato anche segnalato alle risorse umane in due occasioni. Il suo comportamento e quello di alcuni colleghi hanno alluso ad atteggiamenti “sessisti invasivi”, secondo la signora Lubetich. Ad esempio, i lussuriosi party in vasca idromassaggio sono stati un frequente evento al di fuori dell’orario presso l’azienda. Probabilmente hanno contribuito a mantenere la “cultura di apparente fratellanza”.

La società dietro la popolare piattaforma ha avuto un 2017 difficile. Infatti, sono state fatte delle scelte definite premature dagli esperti del settore. Snap continua a perdere denaro, ora che il signor Spiegel sta cercando di irrompere in qualche modo anche nel 2018. Ciò presumibilmente attraverso una monetizzazione più aggressiva, come annunci non ignorabili recentemente introdotti agli utenti americani. Oppure sforzi di riduzione dei costi, la maggior parte dei quali è arrivata in forma di numerosi licenziamenti finora. Insomma, una forte concentrazione su tanti fattori ad eccezione del lato umano, secondo l’ex impiegata della compagnia.