Negli ultimi anni, Apple ha creato un gap di prestazioni tra i suoi iPhone e i dispositivi supportati da Android, creando chipset potenti che ha poi impiegato sui propri smartphone. Quest’anno, con l’uscita di Apple iPhone 8 e 8 Plus (e l’Apple iPhone X entro Marzo 2018), la società ha potuto sviluppare il chipset A11 Bionic, un nome che richiama alla velocità della mente.

John Poole, fondatore di Primate Labs, la società che ha creato il test di benchmark Geekbench, sottolinea che i nuovi modelli iPhone stanno migliorando i propri risultati del 50% nei test Geekbench rispetto ai top di gamma Android.

Il vantaggio di Apple è nato, come sempre, da un’idea di Steve Jobs

Una domanda rivolta a Poole è stata: “Perché si assiste a questo miglioramento di performance solo da parte di Apple?

“La cosa che non capisco appieno è il motivo per cui le prestazioni sembrino stagnare sul lato Android: non si vedono questi grandi salti in avanti, non capisco cosa sta succedendo. Per quanto riguarda Apple, siamo arrivati a prestazioni desktop in un portatile. Non c’è modo di guardarla in altro modo. Non avrei mai pensato di utilizzare il mio iPhone per la modifica di un video. Ho pensato che fossi pazzo.”- John Poole, fondatore Primate Labs

La decisione di Apple, di progettare e sviluppare i propri chip, fissa un vantaggio quando si tratta di capire la direzione verso la quale vuole andare con iPhone. Il fatto che Samsung possieda i chipset Exynos e Huawei abbia la propria linea Kirin, dimostra che i dispositivi Android possono essere prodotti da diversi produttori, ciascuno che fornisce i propri chipset. Ciò comporta prestazioni ineguali e rende più difficile per Android raggiungere Apple.

Quindi, mentre iOS e Android sono probabilmente vicini a raggiungere la parità di funzionalità, le prestazioni complessive dei dispositivi Apple, fornite da processori personalizzati, continuano a lasciare i telefoni Android nella polvere.

La decisione di Apple di portare lo sviluppo di chip in casa, si è rivelata una delle decisioni più affascinanti di Steve Jobs. Come ha spiegato all’inizio di questo mese il guru dei chip di Apple, Johnny Srouji: “Questo è il risultato di qualcosa che abbiamo iniziato 10 anni fa, progettando il nostro silicio, perché questo è il modo migliore per personalizzare veramente qualcosa che è ottimizzato in modo univoco per l’hardware e il software Apple“.

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