PlayStation
La PlayStation potrebbe essere un mezzo di comunicazione tra terroristi.

La PlayStation può essere anche un mezzo di comunicazione tra i terroristi? Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha dichiarato di voler intensificare i controlli anche nella console di Sony, così come nelle chat.

Le intercettazioni per scoprire ciò che si dicono i terroristi stanno per colpire anche le chat e la PlayStation. Due mezzi di comunicazione che non vengono considerati come primari, ma che, ma che permettono ai vari utenti di entrare facilmente in contatto. Il nostro governo non vuole lasciare nulla al caso e il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di “potenziare i sistemi di intercettazione sulle PlayStation e su tutte quelle chat legate ad altri programmi come quelli per scaricare musica”.

Alcuni giorni fa, si era persino parlato della possibilità dell’organizzazione degli attentati di Parigi di quel maledetto venerdì 13 novembre tramite i videogiochi della PlayStation. Un’ipotesi che in seguito fu bollata come bufala, ma che non appare inverosimile per le numerose opportunità di comunicazione che le console attuali sono capaci di offrire. In particolare, sulla piattaforma di Sony, sarebbe quasi impossibile intercettare tutte le comunicazioni tra gli utenti dato che sono innumerevoli, pressoché infinite.

Fino a quando ci si contatta con semplici messaggi di testo sulla PlayStation, le rilevazioni non sono per nulla complicate. Il meccanismo entra in crisi quando vi sono le cosiddette comunicazioni “in-game”, dove vari giocatori utilizzano i messaggi vocali e le chat testuali pubbliche e private, senza alcun tipo di controllo e limitazione. Eseguire intercettazioni in un settore del genere nasconde diverse insidie e dovrebbero essere promulgate leggi apposite per i giochi online.

Alcuni giorni fa, Sony aveva risposto al presidente del Consiglio belga Jan Jambon che aveva definito la PlayStation come un apparecchio molto complicato da tenere sotto controllo. L’azienda giapponese ha incoraggiato i propri molteplici utenti a segnalare ogni genere di azione sospetta da segnalare alle autorità di competenza. In pratica, non esiste alcuna prova che la console possa essere un veicolo di comunicazione per i terroristi dell’Isis. Ma l’attenzione non deve mai calare.