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GrapheneOS punta oltre Android: rivoluzione nelle app preinstallate

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GrapheneOS non vuole più essere soltanto una versione ripulita di Android, e il team dietro al progetto lo ha messo nero su bianco in una serie di messaggi pubblicati su Twitter nelle scorse ore. L’idea è semplice da spiegare e molto meno da realizzare, ovvero portare la stessa filosofia che ha guidato il lavoro sul sistema operativo anche sulle applicazioni preinstallate. Si passa quindi dal singolo sistema a qualcosa che assomiglia molto di più a un ecosistema completo.

Il punto di partenza, storicamente, era stato rimuovere da Android tutte le personalizzazioni di Google che incidono su privacy e protezione dei dati personali. Un lavoro chirurgico, fatto sulle fondamenta. Ora però gli sviluppatori hanno capito che ripulire il sistema serve fino a un certo punto se poi le app che ci girano sopra restano legate a doppio filo ai servizi di Mountain View. Da qui la scelta di occuparsi delle cosiddette app “inbox”, cioè quelle già presenti sul dispositivo al primo avvio.

Si parte dall’app di messaggistica

La prima della lista è l’applicazione per i messaggi. In gran parte d’Europa la comunicazione testuale passa quasi tutta da client di terze parti, WhatsApp sopra ogni altro, ma in mercati come gli Stati Uniti app come Google Messaggi restano diffusissime, anche per via del peso di iPhone e della popolarità di iMessage. Insomma, non è un dettaglio marginale, è uno dei pezzi più usati del telefono.

Il team di GrapheneOS ha annunciato un’interfaccia completamente nuova, costruita su Android Compose, il framework moderno con cui oggi si sviluppano le app Android. Non si tratta soltanto di un restyling grafico, per quanto anche quello conti. L’aggiornamento porterà una serie di ottimizzazioni pensate per rendere l’app più fluida e più affidabile nell’uso quotidiano, con miglioramenti diffusi un po’ ovunque.

Il nodo RCS e il ruolo di Google

La parte più interessante, però, riguarda lo standard RCS, l’evoluzione degli SMS con funzioni molto più ricche e moderne. Google ci punta da anni, dopo una lunga serie di tentativi andati male di costruire un client capace di insidiare il dominio di iMessage e WhatsApp. Su GrapheneOS gli RCS in realtà funzionano già oggi, ma appoggiandosi all’applicazione e all’infrastruttura di Google, il che è esattamente il tipo di dipendenza che il progetto cerca di evitare.

Gli sviluppatori hanno alzato la mano anche su un altro aspetto, sostenendo che il protocollo non sia poi così aperto come viene raccontato, visto quanto si appoggia alle tecnologie di Google. Una critica che pesa, considerato che l’apertura è sempre stata uno degli argomenti principali usati per promuovere lo standard.

Il percorso previsto è graduale e diviso per fasi. All’inizio GrapheneOS replicherà le componenti oggi gestite da Google Messaggi, quindi una riproduzione funzionale di quello che già esiste. Poi arriveranno implementazioni sviluppate internamente e, dove sarà tecnicamente possibile, il sistema dialogherà direttamente con i servizi degli operatori telefonici, tagliando fuori l’intermediario. Un obiettivo ambizioso, perché significa ricostruire pezzo per pezzo un’infrastruttura che oggi è saldamente nelle mani di un’azienda sola.

Un cambio di scala per il progetto

Quello che emerge dai messaggi del team è un cambio di ambizione piuttosto netto. Fino a oggi il progetto si è mosso sul terreno del sistema operativo, ambito in cui si è costruito una reputazione solida tra chi mette la riservatezza dei dati al primo posto. Allargare il campo alle applicazioni preinstallate significa moltiplicare il lavoro di diversi ordini di grandezza, con tutto quello che comporta in termini di risorse e di manutenzione nel tempo.

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