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Killzone torna: Guerrilla al lavoro con uno studio esterno

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Il ritorno di Killzone sembra qualcosa di più di un desiderio dei fan: stando a un report che cita fonti interne non identificate, in casa Guerrilla Games ci sarebbe qualcosa in movimento, ancora nelle fasi preliminari, legato proprio al brand sparatutto che ha accompagnato tre generazioni di console PlayStation. Non un seguito annunciato in pompa magna, almeno per ora, ma un progetto che nascerebbe da una collaborazione tra lo studio olandese e un team esterno, con ogni probabilità estraneo alla galassia dei PlayStation Studios.

L’ipotesi più accreditata parla di un remake o di un remaster di uno dei capitoli principali già usciti. E tra i candidati, quello che convince di più è il primo episodio del 2004, il capostipite della saga su PS2. Riproporre quel gioco a vent’anni di distanza avrebbe una sua logica, soprattutto per presentare la serie a un pubblico che nel frattempo è cambiato del tutto e che magari conosce Guerrilla Games solo per Horizon.

Un progetto che rischia di procedere a rilento

Le voci di corridoio raccontano che il ritorno di Killzone fosse in programma da tempo, come obiettivo successivo a Horizon Hunters Gathering, il titolo multiplayer live service già annunciato dallo studio. Il problema, se così si può chiamare, è che quest’ultimo potrebbe richiedere molto più lavoro del previsto. La prima risposta del pubblico non è stata esattamente entusiasta e sistemare la rotta significa dedicare risorse, tempo e persone a un progetto che nelle intenzioni di Sony dovrebbe reggersi in piedi per anni.

Ecco spiegato, forse, il coinvolgimento di uno studio esterno. Appoggiarsi a un partner permetterebbe a Guerrilla di mandare avanti il nuovo Killzone senza svuotare la squadra impegnata su Horizon Hunters Gathering. Una divisione del lavoro piuttosto comune nell’industria, ma che raramente accelera i tempi quando il progetto principale è ancora in fase di rifinitura. Tradotto: chi spera di vedere qualcosa a breve farebbe bene ad armarsi di pazienza. Sull’identità del team coinvolto non ci sono conferme. L’indiscrezione più insistente punta il dito verso People Can Fly, lo studio polacco già associato a Sony l’anno scorso per un misterioso progetto conosciuto con il nome in codice Delta. I collegamenti erano emersi allora e nessuno li ha mai smentiti del tutto, il che ovviamente alimenta le speculazioni più di qualsiasi conferma ufficiale.

Tredici anni di silenzio per la saga

Vale la pena ricordare quanto tempo sia passato. L’ultimo capitolo della serie è stato Killzone Shadow Fall, arrivato nel 2013 come titolo di lancio di PS4. Un gioco accolto piuttosto bene, forte di una componente multiplayer che ha retto molto più a lungo del previsto: i server sono rimasti attivi fino al 2022, nove anni di vita per uno sparatutto console non sono affatto pochi.

Da allora Guerrilla ha cambiato pelle. Horizon Zero Dawn prima e Horizon Forbidden West poi hanno trasformato lo studio in una delle punte di diamante di Sony, spostando l’attenzione dagli sparatutto in prima persona all’azione in terza persona con struttura open world. Killzone è finito in un cassetto, riemergendo solo attraverso citazioni e collaborazioni, come quella ufficializzata con Helldivers 2, che ha portato armi ed equipaggiamento della serie dentro lo sparatutto cooperativo. Se il progetto dovesse concretizzarsi, sarebbe il primo segnale concreto di un interesse di Sony a rimettere in circolo un marchio che per anni ha rappresentato la risposta interna a certe ambizioni del genere sparatutto. Nulla di ufficiale, però, e nessuna dichiarazione da parte dello studio o dell’editore. Le informazioni circolate finora restano al livello di indiscrezione, con tutti i limiti del caso.

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