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Di John Ternus, fino a poco tempo fa, si sapeva davvero pochissimo: un ragazzo bravo a nuotare, qualche dettaglio sparso sull’infanzia e nulla di più. Adesso che è lui a guidare Apple dopo l’uscita di scena di Tim Cook, qualche tassello in più sul suo conto è finalmente emerso, grazie a un ritratto costruito parlando con persone vicine a Cook, ex dirigenti dell’azienda e partner storici come il numero uno di Corning. Ne esce la figura di un ingegnere di 51 anni, 25 dei quali passati dentro Apple, capace e allergico ai riflettori, con una vita privata che resta in buona parte coperta.
La riservatezza, del resto, è quasi una tradizione ai piani alti di Cupertino. Anche con Tim Cook è andata così: il nome del compagno è diventato di dominio pubblico soltanto al momento del ritiro. Con il nuovo CEO di Apple lo schema si ripete, anche se qualcosa comincia a filtrare.
John Ternus: un ingegnere calmo che nel tempo libero corre in pista
Chi lavora con lui lo descrive come uno che fa molto e parla poco. L’amministratore delegato di Corning ha iniziato a collaborare con John Ternus quasi vent’anni fa, ai tempi dello sviluppo di iPad, e lo racconta come una persona umile e alla mano. Poi però tira fuori il dettaglio che spariglia: la passione per le corse automobilistiche. Difficile trovare qualcuno senza fuoco dentro che decida di mettersi al volante in gara, spiega, ma per andare forte servono anche una calma quasi innaturale e una dedizione totale. E Ternus, secondo lui, è bravo davvero.
Quella freddezza gli servirà tutta. Apple oggi vale circa 4.300 miliardi di euro, con il titolo cresciuto del 18% quest’anno, anche perché la società ha scelto di restare fuori dalla corsa alla costruzione di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il problema è che la crescita delle vendite di prodotto ha rallentato e gli investitori chiedono dispositivi capaci di far tornare l’entusiasmo.
Venticinque anni di carriera interna, dal metallo dei Mac agli AirPods
La differenza con Tim Cook è netta. Cook fu portato dentro da Steve Jobs per un incarico operativo di primissimo livello, Ternus invece è cresciuto scalando l’azienda gradino dopo gradino. Ha studiato ingegneria meccanica all’Università della Pennsylvania, si è laureato nel 1997 e prima di Apple ha lavorato in una società di realtà virtuale, Virtual Research Systems.
È entrato nel team di prodotto nel 2001 e in un discorso di laurea nel 2024 ha ammesso che il primo giorno non era per niente sicuro di essere al posto giusto. Da allora ha messo mano ad alcuni passaggi decisivi del catalogo, dalla transizione dei Mac dalla plastica al metallo fino allo sviluppo degli AirPods.
Uno dei suoi mentori è stato Dan Riccio, l’uomo che diede forma al gruppo originale di progettazione di iPhone e arrivò a ricoprire il ruolo di vicepresidente senior dell’ingegneria hardware. Ternus lo ha sostituito in quella posizione nel 2021 e da lì ha guidato l’integrazione dei chip proprietari nei computer dell’azienda.
Ci sono anche indiscrezioni su un suo scetticismo verso Vision Pro, il visore che si è rivelato un flop commerciale. Un atteggiamento letto come l’istinto tipico dell’ingegnere che preferisce i dispositivi che le persone useranno davvero rispetto alle scommesse più azzardate. Nella prima nota interna da amministratore delegato, comunque, ha detto chiaramente di voler recuperare l’entusiasmo dell’epoca più incentrata sul prodotto di Steve Jobs, parlando di oggetti che ancora “non abbiamo nemmeno immaginato”.
Una successione preparata da tempo
Chi conosce bene Tim Cook racconta che ragionava su come costruire la transizione perfetta fin dai primi giorni del proprio mandato, consapevole che fosse una delle scelte più pesanti per il futuro dell’azienda. Il suo arrivo alla guida era stato complicato e affrettato dalla malattia di Jobs, e voleva evitare che al successore capitasse lo stesso. Il passaggio di consegne ufficiale si è preso quattro mesi, con Ternus che ha accompagnato Cook in diverse apparizioni pubbliche restando volutamente in secondo piano.
Della vita fuori dagli uffici di Cupertino si sa che è sposato, che ha figli e che è nato e cresciuto in California. Poco altro. Venticinque anni passati a lavorare dietro le quinte, lasciando parlare i prodotti al posto suo.








