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Chi usa Google Messaggi in questi giorni farebbe bene a controllare due volte cosa parte davvero quando preme invio, perché un bug segnalato da diverse settimane sta facendo qualcosa di piuttosto imbarazzante: recupera vecchie conversazioni e le allega automaticamente a nuovi messaggi diretti ad altri contatti. Non serve molta fantasia per capire il potenziale disastro. Basta che il sistema peschi la chat sbagliata e la spedisca alla persona sbagliata, e l’incidente diplomatico è servito. Google ha confermato di essere al corrente della situazione e di aver già avviato la distribuzione di una correzione, ma le segnalazioni continuano ad arrivare anche a giorni di distanza.
La dinamica, per quanto si riesce a ricostruire, è sempre la stessa. L’app va a ripescare testi inviati in passato e li appiccica a comunicazioni nuove, senza che l’utente faccia nulla di particolare. Alcuni hanno documentato il bug praticamente in diretta, notando la comparsa casuale di vecchi messaggi dentro le conversazioni mentre facevano semplici prove scrivendo a sé stessi. Un comportamento anomalo che, come spesso accade con questo tipo di problemi, non sembra seguire una logica evidente.
Quanto è diffuso il problema su Google Messaggi
Difficile dirlo con precisione, ed è questo il punto più scomodo della faccenda. Non si capisce quali siano le circostanze che innescano il malfunzionamento, né quanti utenti stia colpendo davvero. Le segnalazioni esistono e si accumulano da qualche settimana, però non sono numerosissime, il che fa pensare a un fenomeno abbastanza circoscritto. C’è anche da considerare un dettaglio non banale: la maggior parte delle persone nel mondo non chatta con Google Messaggi, ma preferisce client come WhatsApp oppure, in Asia, WeChat.
L’eccezione più evidente resta il mercato nordamericano, dove l’app di messaggistica di Google ha una diffusione decisamente superiore. Una conseguenza diretta, in buona sostanza, dell’enorme popolarità di iMessage su iPhone e del modo in cui negli Stati Uniti la messaggistica si è storicamente appoggiata al sistema tradizionale degli SMS anziché migrare in massa verso applicazioni di terze parti.
Il rischio vero riguarda la privacy
Al di là delle situazioni potenzialmente comiche o delle discussioni con amici e partner, c’è un aspetto più serio da mettere sul tavolo. Un bug del genere può esporre informazioni personali, dettagli riservati, conversazioni che non erano destinate a circolare. Basta pensare a quanti medici oggi preferiscono comunicare via testo invece che al telefono, oppure a tutti gli scambi che riguardano documenti, indirizzi, questioni familiari delicate. La privacy in questi casi salta senza che nessuno abbia commesso un errore.
Il fatto che il problema si manifesti in modo apparentemente casuale rende anche complicato difendersi. Non c’è un’azione da evitare, non c’è un’impostazione da disattivare, semplicemente ogni tanto qualcosa si inceppa e un pezzo di passato finisce dove non dovrebbe. Google ha avviato il rilascio della correzione, ma il fatto che utenti continuino a riportare anomalie suggerisce che la distribuzione stia procedendo a scaglioni, come avviene di consueto con gli aggiornamenti dell’applicazione.
Nel frattempo l’unica precauzione ragionevole per chi usa quotidianamente l’app di messaggistica di Google resta quella di dare un’occhiata al contenuto effettivo di ciò che viene spedito, soprattutto quando si scrive a contatti diversi da quelli abituali. Un controllo veloce prima dell’invio, niente di più. Chi ha già subito il problema ha comunque potuto verificare che il testo estraneo compare in modo visibile all’interno della conversazione, quindi non si tratta di qualcosa che passa completamente inosservato agli occhi di chi scrive.








