Marte

Più di 15 anni fa, la sonda Mars Express individuò misteriosi depositi nella vasta regione geologica di Medusae Fossae, estendendosi per migliaia di chilometri lungo l’equatore di Marte. Il recente studio rivela che questi potrebbero essere enormi accumuli di ghiaccio, profondi fino a 3.7 chilometri sotto la superficie.
I dati cruciali per questa scoperta provengono dal radar Marsis, progettato dalla Sapienza Università di Roma in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory della NASA e l’Università dell’Iowa, USA. Questo strumento ha fornito nuove informazioni approfondite sul sottosuolo marziano.

Il più grande deposito d’acqua di Marte

Questi ghiacciai, se sciolti, potrebbero coprire la superficie di Marte con uno strato d’acqua da 1.5 a 2.7 metri di profondità, rappresentando il più grande deposito d’acqua mai rilevato in questa parte del pianeta.
Gli studi indicano che questi depositi nella regione di Medusae Fossae superano le precedenti stime, estendendosi a una profondità maggiore di quanto inizialmente pensato.

Le analisi dei dati hanno sottolineato la presenza di strati di polvere e ghiaccio, con uno strato protettivo di polvere secca o cenere. La profondità e la densità di questi depositi indicano la presenza di ghiaccio, come confermato dalle simulazioni che escludono altri materiali.

Progetti futuri: Mapping del ghiaccio sotto-superficiale

La scoperta non solo rivoluziona la nostra comprensione della geologia di Marte ma ha anche implicazioni significative per le future missioni spaziali.
La regione di Medusae Fossae diventa un punto di interesse per l’esplorazione umana, poiché le missioni dovranno atterrare vicino all’equatore per sfruttare queste risorse d’acqua essenziali.
Il lavoro di mappatura del sottosuolo marziano è fondamentale per le future missioni spaziali. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), insieme a CSA, NASA e JAXA, sta studiando un concetto di missione ‘Ice Mapper’ per esaminare in dettaglio la presenza di ghiaccio sotto la superficie di Marte.

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