antineutrini centrale nucleare

In Ontario, Canada, i ricercatori hanno trovato sotto km di roccia un serbatoio d’acqua dalla purezza ineguagliabile. La sua composizione ha mostrato un fenomeno stupefacente: le sue molecole sono attraversate da una particolare particella chiamata antineutrino, capace di produrre un vero e proprio bagliore. L’antineutrino proviene da una distanza di 240 km, dove era situata una centrale nucleare.

La scoperta è di grande impatto per la comunità scientifica. Nuove strade si sono aperte per le sperimentazioni con i neutrini e per altre tecnologie utili per il monitoraggio delle strutture che usano materiali sicuri ed economici.

Possibilità energetiche provenienti dalla centrale nucleare

I neutrini sono chiamati anche particelle fantasma per la loro natura sfuggente. Nonostante l’abbondanza delle particelle, sono stati fin’ora molto difficili da studiare perché senza massa. Inoltre, non posseggono alcuna carica e raramente interagiscono con altre tipologie di particelle.

Sono definiti anti-neutruni perché opposti dei neutrini e sono molto realizzati solitamente da una centrale nucleare. Il SNO+, il centro creato dopo la scoperta in Ontario sotto oltre 2 km di roccia, ha avuto un ruolo fondamentale per il loro studio. Il laboratorio ha un gigantesco serbatoio sferico, riempito di acqua ultrapura.

Analizzando i dati raccolti durante la fase di riempimento, gli studiosi hanno rilevato un fenomeno noto come decadimento beta inverso, legato al movimento degli auntineutrini. La scoperta ha mostrato come i rilevatori d’acqua possano essere sfruttati per il monitoraggio e per la creazione di energia dei reattori, offrendo prospettive innovative per la scienza e lo studio dei centrali. Una prospettiva significativa per la creazione di sistemi sostenibili e dalle fonti illimitate.

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