telescopioIl telescopio spaziale della NASA che prende il nome di James Webb è stato recentemente colpito da un pezzo di roccia nello spazio. Uno dei pannelli principali del telescopio è stato colpito da quel che potremmo definire per l’esattezza un micro meteoroide, tuttavia più grande del previsto.

Sebbene le opportune valutazioni siano ancora in corso e il telescopio sembri funzionare bene, la collisione ha in qualche modo avuto delle ripercussioni, seppur minime. L’oggetto roccioso ha colpito una delle parti che consentono al telescopio di funzionare correttamente senza troppi intoppi. La Nasa ha ribadito che è stato costruito per resistere a tali impatti.

Durante la costruzione del telescopio, i ricercatori hanno simulato impatti reali per testarne la resistenza, soprattutto a contatto con oggetti che volano a velocità elevate. “Abbiamo sempre saputo che Webb avrebbe dovuto resistere alle insidie dello spazio, come la luce ultravioletta e le particelle del sole, i raggi cosmici provenienti da sorgenti esotiche nella galassia e gli attacchi occasionali di meteoroidi all’interno del nostro sistema solare”, spiega Paul Geithner.

James Webb: telescopio della NASA colpito da una roccia, situazione per il momento sotto controllo

“Abbiamo progettato e costruito Webb con un margine di prestazione – ottico, termico, elettrico, meccanico – per garantire che possa svolgere la sua ambiziosa missione scientifica anche dopo molti anni nello spazio”. Il telescopio è anche in grado di affrontare eventuali collisioni spostando i suoi pannelli per correggere eventuali problemi con segmenti specifici.

La roccia che ha colpito il telescopio non era prevista ma allo stesso tempo inevitabile. Col tempo, tuttavia, sarà colpito da oggetti più solidi, degradandone le prestazioni. “Dal lancio, abbiamo avuto alcuni impatti con quattro micro meteoroidi e questo più recente è più grande di quanto ipotizzato ma gestibile. Utilizzeremo i dati raccolti per aggiornare la nostra analisi e sviluppare approcci operativi migliori”.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.