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La quasi totalità dei paesi stanno puntando sulle prime dosi dei vaccini rimandando il più possibile le secondi dosi così da iniziare a creare un primo velo di immunità. Una sola dose non basta però, anche se aiuta a limitare i casi gravi di Covid-19. Questo falso senso di protezione però sta causando qualche problema a una delle campagne vaccinali più avanti in termini di numeri.

A guardare gli Stati Uniti potremmo anche noi doverci aspettare uno scenario simile. Letteralmente, milioni di americani non si stanno presentando agli appuntamenti per le secondi dosi dei vaccini, quindi riportando alto il rischio per futuri focolai. Come si è visto, una sola dose lascia scoperti soprattutto verso le varianti del ceppo originario, che ormai sono altamente diffuse.

 

Vaccini: saltare la seconda dose

Alcuni dati preliminari parlano di circa un 10% di americani che stanno saltando la seconda dose, ma al momento i dati non sono chiari. Un dato importante è quello delle vaccinazioni per giorno che sono passate da una media di 3,4 milioni a 2,6 milioni, un calo importante. In alcuni stati federali le defezioni sono più alte che in altri.

Se è vero che i vaccini di Pfizer e Moderna proteggono quasi al 95%, questo succede solo con due dosi. Con una dose l’efficacia nel proteggere è sotto il 65% in entrambi i casi, un numero ancora più basso se si fa riferimento alle varianti come quella inglese o sudafricana. Una singola dose risulta essere più valida solo nel caso una persona sia stata infettata in precedenza dal virus, ma comunque non è un qualcosa su cui si può fare affidamento sul lungo periodo.

Il problema che si sta presentando con la seconda dose non è tanto immediato, ma potrebbe causare inconvenienti in futuro. La speranza sarebbe di sconfiggere il SARS-CoV-2 con i vaccini in questi mesi per non rivederlo mai più. Per questo motivo si parla anche di futuri richiami con terze dosi, ma se già si fa fatica con una seconda, figuriamoci una terza.