Decreto Ristori

Con aprile dovrebbe uscire anche il nuovo Decreto Ristori. Tutti sperano che almeno questo possa rendere il mese entrante buono per tasse e sostegni. Secondo fonti dirette che ci stanno lavorando sarebbero in cantiere diverse novità. Ma si sa, tra le buone notizie si nascondono anche quelle cattive. Vediamole insieme.

 

Previsto uno scostamento di circa 30 miliardi di euro con il nuovo Decreto Ristori

Ebbene sì, udite udite facinorosi in crisi fiscale a causa del Covid-19. Con il nuovo Decreto Ristori è previsto uno scostamento che potrebbe raggiungere i 30 miliardi di euro. Non bisogna abbassare la guardia e soprattutto occorre non gettare la spugna contro questa difficile situazione economica.

Tuttavia preferiamo partire con una brutta notizia. Riguarda le chiusure per il mese di aprile che pare siano confermate. In pratica molte tra le attività in lockdown continueranno a rimanere in questa situazione di fermo.

Ma non c’è da disperare, ora arrivano le buone notizie. Proprio per questi esercizi sono in cantiere dall’Esecutivo forme di sostegno ancora più forti e consistenti per equilibrare la tragicità dello stop forzato. In fase di approvazione ci sarebbero i sistemi pensati già con il Decreto Ristori di marzo.

Di conseguenza tutte le attività con un fatturato fino a 10 milioni di euro che hanno perso cifre pari o superiori al 30% durante il 2020 rispetto al 2019, riceveranno dei sostegni. Nello specifico come riportato sul noto quotidiano nazionale Il Messaggero, “oggi si va dal 60% della perdita di un mese per chi fattura fino a 100 mila euro, al 20% per le imprese con ricavi tra 5 e 10 milioni di euro“.

Da aiutare particolarmente ci sono bar e ristoranti oltre a palestre e attività ricettive come cinema, musei e molte altre. Proprio per questo ci sarebbe anche l’ipotesi di un rinvio delle scadenze sulle tasse di Irpef e Irap, almeno fino a giugno 2021. Comunque alcuni del Governo Draghi vedrebbe meglio una rateizzazione e un annullamento nei casi di maggiore difficoltà.

Insomma, dopo il caso degli ecobonus in esaurimento per l’acquisto di auto diesel e benzina con motore meno inquinante, ora si deve far fronte alle difficoltà economiche delle famiglie in crisi.

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