nuovo coronavirus

La pandemia di Coronavirus ha certamente sconvolto il mondo come pochi altri avvenimenti nella storia del nostro pianeta, esso ha infatti causato una crisi talmente grave, da essere ritenuto anche peggio della seconda guerra mondiale che provocò i danni che ben sappiamo.

Ovviamente i vari Governi del pianeta hanno preso tutte le misure necessarie per contenere la pandemia e la curva dei contagi, nel dettaglio ovviamente parliamo di restrizioni agli assembramenti in modo tale da impedire al virus di passare da persona a persona, nell’attesa della vaccinazione che si spera possa porre la parola fine a questa pandemia una volta per tutte.

Il vaccino infatti, costituisce ad oggi l’unica vera arma diretta contro questo Sars-CoV-2, esso infatti tramite l’inoculazione di mRNA con conseguente produzione della proteina spike virale, insegna al nostro organismo a riconoscerla e ad aggredirla, in modo da distruggere il virus se presente in circolo.

I virus mutano

A quanto pare però, la natura come ben sappiamo, è piena di sorprese, in questo caso in negativo, infatti la pura che il virus potesse mutare sembra stia diventando pian piano realtà, infatti, a seguito della scoperta di una nuova variante inglese, è appena giunta notizia di una nuova possibile variante proveniente direttamente al brasile, il Governo giapponese e quello inglese hanno infatti riscontrato la presenza di pazienti infetti provenienti proprio dal Brasile.

È stata dunque scoperta una nuova variante del virus che ad oggi ha infettato all’incirca 94 milioni di persone, l’Inghilterra è dunque andata subito in allerta non appena ci si è resi conto di avere davanti agli occhi una nuova variante, una nuova conferma poi è giunta direttamente dal Brasile, dove precisamente in Amazzonia è stato registrato un caso di reinfezione in una paziente di 29 anni, la quale il il 24 marzo 2020 ricevette la prima diagnosi di covid per riceverne una nuova di positività recentemente, evento che ha ovviamente messo in allarme i medici brasiliani, i quali a seguito di analisi approfondite hanno identificato un pattern di mutazioni sostanzialmente paragonabili a quelli dei passeggeri in viaggio verso Giappone e Inghilterra.

Ovviamente la più grande paura del mondo scientifico è che questa mutazione possa vanificare l’efficacia del vaccino, il quale però dal canto suo, va a stimolare la produzione di immunoglobuline che colpiscono la proteina Spike nella sua interezza, caratteristica che non dovrebbe risentire troppo della variazione di alcuni domini delle proteine che la compongono.