buchi neri

Lo studio dei buchi neri è una delle più avanzate frontiere dell’astrofisica; per questo la scoperta legata alla singolarità al centro del secondo quasar più lontano scoperto dall’uomo ha aperto tante domande sulla natura di questi corpi celesti e sull’universo. I buchi neri sono dei corpi celesti che possiedono un campo gravitazionale talmente potente da impedire a qualsiasi cosa, anche alla luce, di attraversarlo.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Astrophiysical Journal Letters da un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Arizona. Lo studio riguarda il quasar Poniua’ena, che in hawaiano significa “sorgente rotante invisibile della creazione“; il corpo celeste si trova a circa 13,1 miliardi di anni lice di distanza è solo il secondo quasar mai osservato dall’uomo a questa distanza.

Buchi neri: il mistero delle dimensioni

 

Il grande mistero legato al buco nero che alimenta Poniua’ena riguarda le sue dimensioni. Come spiega il professor Jinyi Yang:”Le osservazioni spettroscopiche mostrano che il buco nero che alimenta Poniua’ena ha una massa di circa 1,5 miliardi di volte quella del Sole e si è formato circa 700 milioni di anni dopo il Gig Bang”.

Ma, aggiunge il professor Xiaohui Fan, anche lui dell’Università dell’Arizona:”…Le stelle e le galassie avrebbero iniziato a formarsi circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang, così come i primi buchi neri, ma le dimensioni di Poniua’ena indicano che la singolarità avrebbe richiesto 300 milioni di anni in più, il che significa che avrebbe dovuto iniziare a formarsi circa 100 milioni di anni dopo il Big Bang”. Questa scoperta pone tanti nuovi interrogativi sulla nostra comprensione dell’universo a cui, anche sta volta, la scienza cercherà di trovare una risposta.