Dopo anni di battaglie, i diritti degli utenti stanno via via assumendo maggiore importanza nei riguardi delle compagnie telefoniche. Al tempo stesso, la direzione positiva che si sta intraprendendo in materia non può cancellare decenni di disservizi, di scarsa trasparenza e di malcelati tentativi di arrotondare gli introiti a scapito degli utenti.

Basterebbe far riferimento alla fatturazione a 28 giorni, uno scempio di cui si sono resi protagonisti trasversalmente gli operatori italiani, e di cui oggi si sentono ancora gli effetti. L’AGCOM avrebbe infatti deliberato la restituzione di quanto sottratto agli utenti nei diversi anni in cui vigeva questa regola illecita, ma di fatto le misure compensative finora adottate si sono rivelate del tutto insoddisfacenti in proporzione al danno arrecato.

Non stupisce, pertanto, che gli operatori Tim, Wind, Tre e Vodafone continuino a cercare modi per poter trarre il maggior profitto possibile dai clienti. Uno di questi consiste nei VAS.

Servizi a pagamento: credito residuo svuotato ai clienti in pochi secondi

I VAS corrispondono ai Servizi a Valore Aggiunto, una gamma di prestazioni extra che società terze offrono agli operatori – che a loro volta li rivendono ai propri clienti – per arricchire le offerte attive.

Fino a dieci anni fa, questo tipo di servizi poteva ancora avere una qualche attrattiva sul pubblico: si parla infatti di giochi, suonerie, oroscopi e news, che in precedenza non era possibile ottenere sul proprio telefono se non abbonandosi.

Oggi la situazione è nettamente differente, dal momento che basta un clic per poter accedere a qualunque informazione o media d’interesse. Eppure i VAS sono ancora presenti ed attivabili, e spesso si nascondono in maniera subdola in banner comparsi all’improvviso, su cui l’utente clicca per sbaglio. Immediatamente viene scalato il credito corrispondente al pagamento dal residuo telefonico, andando spesso ad azzerare il saldo rimanente.

Fortunatamente, chiamando il proprio operatore entro 24h dall’attivazione è possibile annullare l’operazione con conseguente ripristino del credito residuo.