Il noto social network Facebook ha da qualche ora accettato di pagare 550 milioni di dollari per chiudere una class action che riguarda l’uso improprio della piattaforma del riconoscimento facciale.

La notizia è stata diffusa dal New York Times e riguarda la violazione di una legge statale che obbliga le aziende tecnologiche a chiedere il permesso scritto agli utenti prima di raccogliere i dati biometrici, cosa che il colosso di Menlo Park non ha fatto.

 

Facebook pagherà 550 milioni di dollari per chiudere una class action

Partiamo dall’inizio, la causa risale al 2015 ed è stata intentata contro il colosso per quanto riguarda l’utilizzo di una prima versione di “suggerimenti dei tag”, strumento che permette di scansionare tramite riconoscimento facciale, il volto delle persone fotografate caricate sulla piattaforma. Secondo l’accusa il servizio appena menzionato permetteva alla piattaforma di archiviare dati biometrici degli utenti senza un loro esplicito consenso, cosa che per i nuovi utenti non è più automatico.

Dopo tre anni, nel 2018 il giudice federale incaricato del procedimento in atto, aveva permesso di trasformare la causa in una class action e dato che l’anno scorso il social ha perso il ricorso all’appello ha ora deciso di patteggiare per non prolungare ulteriormente la questione. Ecco la dichiarazione di un portavoce della piattaforma: “Abbiamo deciso di accordarci perché la cosa migliore per la nostra community e per i nostri azionisti era di andare avanti e lasciarci questa questione alle spalle“.

Non è la prima volta che l’azienda di Mark Zuckerberg si ritrova davanti qualche problema legato alla privacy, sta infatti affrontando diverse indagini governative per presunti comportamenti anticoncorrenziali che riguardano la trasparenza con la quale vengono comunicati alcuni dettagli all’utente, durante la fase di registrazione.

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