Arriva l’estate e immancabilmente bisogna fare i conti con un nemico insaziabile e apparentemente inarrestabile: la zanzara tigre.

Aedes albopictus, questo il nome scientifico, che deriva da un termine greco indicante qualcosa di pernicioso e fastidioso coniugato con l’aggettivo di stampo latino “albopictus”, che ne specifica il caratteristico colore che sembra picchiettato di bianco.

Inizialmente la zanzara tigre era diffusa prevalentemente nell’Africa subsahariana, dove aveva trovato acquitrini e paludi ideali per supportarne il ciclo riproduttivo. Giunta in Europa presumibilmente attraverso container preposti alle attività commerciali, ha trovato qui un ambiente tutto sommato favorevole al proprio sviluppo, pur differenziandosi dal clima africano. Così proliferando è divenuta la minaccia dalle proporzioni che tutti oggi conosciamo.

Dall’altra parte del mondo, però, sembrano giungere buone notizie: la zanzara tigre può essere arginata, e anche molto efficacemente.

Dalla Cina un metodo per sconfiggere la zanzara tigre

Sulla rivista Nature è stato pubblicato uno studio pilota portato avanti dalla Michigan State University e la Sun Yat-Sen University, dimostrando la possibilità di attuare un efficace metodo di sterminio sulla popolazione di zanzare tigre presenti in due isole cinesi.

Leggi anche:  Zanzare: scoperta la soluzione per distruggerle definitivamente

I ricercatori hanno sottoposto circa 200 milioni di zanzare tigre maschio ad un lungo processo: prima sono state rese sterili con l’esposizione a radiazioni, successivamente infettate da tre diversi ceppi di Wolbachia, un batterio che impedisce la schiusa delle uova eventualmente generate, e infine ad una dieta a base di zuccheri per risultare più attrattive nei confronti degli esemplari femmina.

Dopo averli liberati presso le isole Shazai e Dadaosha, presso Guangzhou, si è studiato quale fosse la variazione di popolazione dopo due anni: il trattamento aveva ridotto la popolazione del 94%. Anche la quantità di punture ai residenti era calata di una ragguardevole percentuale, pari al 97% in meno.

Questo studio risulta fondamentale se letto soprattutto nell’ottica di una sensibile riduzione delle malattie trasmissibili proprio attraverso questo parassita: molti virus (come Zika e Dengue) sono proprio veicolati dalla zanzara tigre, che funge da vettore.