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Smartphone irraggiungibili in chiesa con l’utilizzo di un dispositivo hi-tech, questa la soluzione scelta da un prete di Napoli.

A quanto pare l’educazione non è il forte di tutte le persone, nemmeno quando si varca la soglia di un luogo di culto in cui si sceglie di andare e dove nessuno ci obbliga a recarci per cui il problema delle suonerie attive durante la cerimonia è anche peggio del solito, come al cinema o al ristorante.

Don Michele blocca il segnale degli smartphone

La decisione del prete napoletano della Pignasecca, quartiere popolare e storico della città partenopea, è stata accolta con favore dal gregge di Don Michele anche se non sono mancate le polemiche.

La decisione del prete hi-tech è arrivata dopo essere arrivato all’esasperazione di dire messa costantemente interrotto dalla suoneria di cellulari e smartphone, pensiamo a quanti messaggi di chat, e-mail e chiamate riceviamo ogni giorno e moltiplichiamola per il numero di persone presenti in una chiesa e ci rendiamo conto che la cosa è effettivamente insostenibile.

Don Michele ha quindi deciso di acquistare un dispositivo, al costo di 40€, che blocca il segnale di telefoni cellulari e smartphone nei 40 metri quadri della chiesa, l’acquisto è avvenuto solo dopo aver fatto regolare richiesta alla Procura che ha immediatamente dato il suo consenso.

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Le polemiche, però, non sono mancate da parte dei negozianti vicini che lamentano problemi di ricezione dei propri smartphone che vengono utilizzati per prendere gli ordini dai clienti. Addirittura Don Michele è stato accusato anche del blackout a livello nazionale occorso a Whatsapp qualche tempo fa.

Anche sulla richiesta del permesso ci sono stati dei problemi in quanto la polizia postale afferma che deve essere la Sezione Comunicazioni del ministero dello sviluppo economico a dover concedere il nullaosta. Per un gruppo di residenti, poi c’è da prendere in considerazione anche la libertà di comunicare del cittadino.

Insomma la scelta di bloccare il segnale di smartphone e cellulari è di certo drastica, ma credo che Don Michele abbia fatto più che bene, chissà che non abbia aperto una strada verso il minor uso della tecnologia, anche se forzato.