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Che quello di smartphone e tablet sia un mercato florido e in continua espansione non è certo una cosa che scopriamo oggi.

Quello che, invece scopriamo, grazie ad uno studio condotto da Gigaom per conto della Commissione europea, è il grande potenziale che ha il mercato delle applicazioni che attualmente si attesta sui 17,5 miliardi di euro, ma che è destinato a crescere consentendo di occupare quasi 5 milioni di persone.

Dallo studio è emerso che nel 2018, quindi in soli 4 anni, il mercato delle app raggiungerà i 63 miliardi di euro: al momento l’UE sta tenendo testa agli Usa con livelli di ricavi simili (42%). Unica pecca in questo mercato in crescita è l’Italia che nonostante produca app, non riesce ad esportarle al di fuori del mercato nazionale: nessuna tra le prime 50 applicazioni più diffuse è ‘made in Italy’.

Tanti i problemi per noi italiani, tanto per cambiare, la lingua inglese che viene studiata poco e male nelle nostre scuole e l’impossibilità di realizzare guadagni tali da consentire di prendere il lavoro dello sviluppatore come qualcosa di “serio” come avviene in altri paesi, USA in particolare.

Per non parlare poi della propensione quasi nulla di noi italiani a spendere soldi per l’acquisto di app, anzi anche quelle a pagamento cerchiamo sempre di non pagarle con escamotage che tutti ben conosciamo e ultimo ma non ultimo una grande ignoranza tecnologica della gente italica, sono molte le persone che nonostante acquistino l’ultimo modello di smartphone non scaricano mai un’applicazione perché non conoscono l’esistenza del Play Store e di ciò che comporta.

Meditate gente, meditate!

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