SCHLATTER

Sono di terzo e quarto grado le ustioni di Fanny Schlatter, la ragazza svizzera di 18 anni che lunedì ha visto (e soprattutto sentito!) il suo Samsung Galaxy S3 andare in autocombustione nella sua tasca.

La ragazza racconta di aver sentito un un rumore come lo scoppio di un petardo seguito da un cattivo odore “chimico”. In pochi istanti ha visto i suoi pantaloni infuocarsi ed ha sentito un bruciore insopportabile alla coscia.

Fanny, che ha denunciato Samsung, conferma che la batteria del suo smartphone si era gonfiata enormemente ed era scoppiata rilasciando tutto il liquido.

SCHLATTER

Un caso isolato? Forse raro, ma unico assolutamente no! Questo però non significa che bisogna aver paura dei propri terminali anche se di ottima fattura (parliamo di Samsung e non di un’anonima azienda produttrice cinese). Semplicemente bisogna avere alcune, fondamentali, accortezze.

Innanzitutto bisogna evitare i ricambi non originali (nella foto ad esempio, si nota che la scocca posteriore dell’S3 non è Samsung), soprattutto le batterie compatibili che spesso sono adattate a diversi modelli di dispositivi e non progettate per il singolo. Inoltre bisogna essere certi di portare in assistenza i terminali, quando questo è necessario, presso centri autorizzati e competenti. E’ recente il caso di un iPhone australiano che si è incendiato dopo un maldestro intervento di riparazione che aveva procurato un buco alla batteria causato all’errato montaggio di una vite.

Un po’ di accortezza quindi, per evitare improvvisi barbecue! 🙂

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