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WINDTRE, i dati: 18,1 milioni di linee attive e ARPU a 10,92 euro

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I numeri di WINDTRE aggiornati al 30 giugno 2026 raccontano una crescita lenta ma costante sul fronte delle utenze mobili, con oltre 18,1 milioni di linee attive, e insieme un quadro finanziario meno brillante rispetto a dodici mesi prima. I dati arrivano dal bilancio semestrale del Gruppo CK Hutchison, la holding di Hong Kong che controlla al 100% l’operatore italiano, diffuso il 13 agosto 2026 con i risultati del primo semestre.

Partendo dal conteggio complessivo, la base clienti mobile registrata di Wind Tre, che comprende sia il marchio principale sia Very Mobile, era pari a 19,050 milioni di utenze, in leggero aumento rispetto ai 18,961 milioni del 31 dicembre 2025. Su base annua il dato è sostanzialmente fermo, con un mix interno che continua a spostarsi: le linee non contract erano 9,388 milioni, in calo dell’1%, mentre quelle contract salivano a 9,662 milioni, più 2%.

Utenze mobili attive in crescita, fisso in leggera flessione

Il numero che conta davvero, quello delle utenze mobili attive cioè le linee che nei tre mesi precedenti hanno generato ricavi con una chiamata in uscita, una in entrata oppure con traffico dati o contenuti, si è fermato a 18,107 milioni al 30 giugno 2026. Erano 18,006 milioni a fine 2025 e circa 17,971 milioni un anno prima, quindi una crescita dell’1% su base annua e circa 101mila linee guadagnate nell’ultimo semestre. Anche qui la spinta arriva dal segmento contract, a 9,377 milioni con un più 2%, mentre il non contract scende dell’1% a 8,730 milioni.

Le linee attive rappresentano il 95% della base clienti registrata, percentuale identica a quella del primo semestre 2025, mentre i clienti in abbonamento pesano ora per il 51% contro il 50% di un anno prima. Da segnalare che CK Hutchison, come già accaduto in passato, non fornisce numeri separati per Very Mobile, le cui utenze restano conteggiate all’interno del totale italiano dato che si tratta di un servizio della stessa Wind Tre. Sulla rete fissa il conteggio scende leggermente: 2,5 milioni di clienti contro i circa 2,6 milioni indicati alla fine del 2025.

Capitolo indicatori economici per singolo utente. L’ARPU medio calcolato sui dodici mesi chiusi al 30 giugno 2026 è stato di 10,92 euro, praticamente stabile, con 8,76 euro per i clienti non contract e 12,96 euro per quelli in abbonamento. L’ARPU netto, che esclude i contributi legati a smartphone e dispositivi inclusi nelle offerte, si è attestato a 10,57 euro complessivi, 8,76 euro per il prepagato e 12,27 euro per il contract. Il Net AMPU, ovvero il margine medio netto per utente attivo, è stato di 9,98 euro al mese. Il tasso di abbandono medio mensile dei clienti contract, il churn rate, è migliorato passando dall’1,2% all’1,1%.

Ricavi e margini in calo, pesa la perdita del business wholesale

Sul fronte dei conti il semestre è più complicato. I ricavi del mercato italiano nelle telecomunicazioni sono stati pari a 1,842 miliardi di euro, in calo del 4% rispetto agli 1,924 miliardi del primo semestre 2025. Il margine totale è scivolato a 1,435 miliardi contro 1,517 miliardi, meno 5%, e la causa indicata da CK Hutchison è la perdita di business wholesale, compensata solo in parte da un lieve miglioramento del margine netto sui servizi alla clientela. Il Gruppo non chiarisce a quali contratti sia riconducibile la flessione.

Di conseguenza l’EBITDA sottostante è sceso dell’11% a 581 milioni di euro dai 653 milioni precedenti, con margine passato dal 36% al 33%, mentre l’EBIT sottostante è crollato del 73% a 25 milioni contro i 92 milioni di un anno prima. Il controllo dei costi ha aiutato solo parzialmente: spese operative giù da 812 a 801 milioni, ammortamenti da 561 a 556 milioni. Il Capex, escluse le licenze, è stato di 241 milioni contro 282 milioni. Interessante il fisso, dove i ricavi restano quasi invariati a 504 milioni ma l’EBITDA sale a 102 milioni dai 78 milioni del 2025.

La copertura 5G resta al 98%, invariata su base annua, mentre proseguono i lavori di modernizzazione della core network per migliorare l’efficienza energetica. Per 3 Group Europe, escluso il Regno Unito, i clienti mobili registrati erano 32,338 milioni con un più 2%, gli attivi 31,132 milioni, e i ricavi sottostanti pari a 29,040 miliardi di dollari di Hong Kong, in calo dell’1% a cambi costanti proprio per il wholesale italiano.

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