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Il destino dei giochi fisici PlayStation potrebbe non essere segnato in modo così definitivo come sembrava fino a poco tempo fa. Nessun cambio di rotta è stato annunciato ufficialmente, ma alcune dichiarazioni di Kenzo Saruhashi, presidente e CEO di Nippon Ichi Software oltre che presidente di NIS America, lasciano intendere che Sony stia prestando attenzione alle reazioni nate attorno all’idea di dire addio ai dischi. Parole misurate, pronunciate con prudenza, che però aprono uno spiraglio in una discussione che da mesi coinvolge giocatori ed editori.
Il confronto tra Sony e gli editori è ancora in corso
Durante un’intervista concessa alla PAX West, Saruhashi ha voluto chiarire subito un punto. La sua società dispone esattamente delle stesse informazioni già diffuse pubblicamente e non conosce i piani degli altri editori. Nessuna rivelazione dietro le quinte, quindi. Il dirigente ha però confermato che l’argomento è oggetto di discussioni con Sony, e questo basta a far capire che il tema non viene ignorato da chi prende le decisioni. Si tratta di un confronto reale, che riguarda da vicino chi pubblica titoli sulle console della casa giapponese.
Per Nippon Ichi Software e NIS America la faccenda ha un peso particolare. Le edizioni fisiche, comprese le versioni limitate arricchite da oggetti da collezione, rappresentano una parte significativa del loro modello di business. Non un dettaglio marginale, insomma. L’azienda ha fatto sapere di voler continuare a sostenere questo tipo di prodotto, che per lei resta centrale.
Tra gli scenari ancora sul tavolo c’è quello delle confezioni che contengono un codice per il download al posto del disco vero e proprio. Saruhashi non ha escluso questa possibilità, ma ha spiegato che Sony starebbe recependo molto del feedback arrivato dai clienti. E proprio per questo, secondo il dirigente, le discussioni potrebbero ancora evolvere in direzioni diverse da quelle ipotizzate finora.
Il formato fisico continua a dividere il pubblico
Le sue dichiarazioni arrivano in un momento in cui il formato fisico resta un tema molto sentito dalla comunità. Un recente sondaggio legato a PlayStation si è trasformato, per parecchi giocatori, in un’occasione per manifestare apertamente il proprio dissenso verso il passaggio al digitale. Un segnale piuttosto eloquente dell’attaccamento che una parte degli utenti prova ancora nei confronti delle copie su disco.
Non è nemmeno la prima volta che un editore sottolinea il valore commerciale e culturale delle copie fisiche. Pochi giorni fa anche il publisher dell’edizione fisica di Black Myth: Wukong aveva preso le difese dei dischi PlayStation, evidenziando quanto la possibilità di scegliere il supporto preferito resti importante per una fetta del pubblico. Due voci diverse, dunque, che vanno nella stessa direzione.
La scadenza del 2028 per ora resta invariata
Al momento, comunque, il piano ufficiale non cambia di una virgola. Sony prevede di interrompere dal 2028 la produzione di dischi per i nuovi giochi PlayStation. Le affermazioni di Saruhashi indicano l’esistenza di un dialogo aperto, ma non equivalgono alla conferma di un rinvio e tanto meno a una cancellazione della decisione già presa dall’azienda. Gli sviluppi possibili sono sostanzialmente due. Da una parte l’ascolto di giocatori e partner potrebbe portare a una soluzione intermedia, magari riservata alle sole edizioni limitate. Dall’altra le confezioni con codice potrebbero diventare il compromesso principale. Finché Sony non farà un annuncio ufficiale, il futuro del supporto fisico rimane aperto soltanto sul piano delle possibilità.
Fonte: TecnoAndroid








