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I primi benchmark di The Witcher 3 Remastered sono finalmente arrivati e il quadro che emerge è tutt’altro che incoraggiante sul fronte tecnico. Attivando il Full Path Tracing perfino una scheda video di vertice come la NVIDIA GeForce RTX 5090 fatica a toccare i 60 FPS, e lo fa praticamente a prescindere dalla risoluzione impostata. Anche scendendo alla modestissima Full HD a 1080p, con l’aiuto dell’upscaling per giunta, la soglia dei sessanta fotogrammi al secondo viene raggiunta a malapena.
I numeri sono saltati fuori proprio a ridosso della scadenza dell’embargo sulle recensioni e arrivano da una realtà piuttosto autorevole nel mondo dei test hardware. Non si tratta però di una voce isolata. La stessa sensazione circola un po’ tra tutte le principali testate che hanno avuto accesso al titolo prima del debutto, e quando così tante prove indipendenti puntano nella stessa direzione diventa difficile archiviare la faccenda come un semplice caso sfortunato o come un problema legato a una singola configurazione.
Una RTX 5090 in affanno anche in Full HD
Per cogliere davvero il peso di questi risultati conviene soffermarsi un attimo sulla scheda coinvolta. La RTX 5090 è una delle GPU top di gamma del momento, un prodotto pensato per chi vuole il massimo senza compromessi. Vederla arrancare con il remaster di un gioco che ha già diversi anni sulle spalle fa un certo effetto, soprattutto perché il limite non si presenta soltanto alle risoluzioni più impegnative ma anche a quella più accessibile.
C’è poi il discorso dell’upscaling, che in teoria dovrebbe dare una mano a spremere qualche fotogramma in più. Il fatto che il dato dei 60 FPS in Full HD sia stato ottenuto proprio con questa tecnica attiva rende il risultato ancora più difficile da digerire. Detto in altre parole, anche con tutti gli aiuti del caso la scheda più potente in circolazione non riesce ad andare oltre una fluidità appena sufficiente quando entra in gioco il Path Tracing completo.
Path Tracing ancora acerbo tra sovraesposizioni e artefatti
Il problema non riguarda solo le prestazioni pure. L’impressione generale è che l’implementazione del Path Tracing in The Witcher 3 Remastered sia tutt’altro che perfetta, almeno in questa fase preliminare. Alcuni personaggi appaiono frequentemente sovraesposti e non mancano altri artefatti grafici più o meno fastidiosi, che finiscono per rovinare proprio quella resa visiva che la tecnologia dovrebbe esaltare.
Va detto che il Path Tracing è una tecnica estremamente pesante per le schede video di oggi, e questo vale in generale e non soltanto per il titolo di CD Projekt. Si tratta di un sistema di illuminazione molto esigente, che mette sotto pressione anche l’hardware più moderno e che richiede una gestione particolarmente attenta per non trasformarsi in un peso eccessivo.
Il contesto di The Witcher 3 complica ulteriormente le cose. Il gioco offre un mondo di gioco molto vasto, per quanto non proprio modernissimo, ed è facile immaginare che in ambienti così ampi l’impatto sulle prestazioni possa diventare severo se la tecnologia non viene implementata con una certa accortezza.
Fonte: TecnoAndroid








