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Microsoft ha deciso di mettere da parte il marchio Copilot+, l’etichetta lanciata nel 2024 per distinguere i computer capaci di gestire l’intelligenza artificiale direttamente in locale. L’addio è arrivato senza proclami, quasi in punta di piedi, a poco più di due anni da un debutto tutt’altro che fortunato e da vendite rimaste piuttosto deboli. La conferma è arrivata da Brett Ostrum, vicepresidente di Microsoft Surface, in un’intervista rilasciata a margine dello Snapdragon Summit 2026.
L’idea alla base del marchio era abbastanza semplice. Bisognava separare i dispositivi dotati di NPU, cioè il processore dedicato ai calcoli dell’intelligenza artificiale, da quelli che ne erano privi oppure non raggiungevano la soglia minima di 40 TOPS. Una sorta di bollino di qualità pensato per orientare chi acquistava un nuovo portatile Windows. Oggi però quel bollino sparisce dai nuovi modelli, anche da quelli che avrebbero tutte le carte in regola per esibirlo.
Stessi requisiti ma niente più etichetta
Ostrum è stato piuttosto diretto. “Questi non si chiamano PC Copilot+”, ha spiegato, precisando subito dopo che i nuovi laptop “soddisfano tutti i requisiti della soglia che avevamo fissato in passato per i dispositivi Copilot+“. Il dirigente ha poi aggiunto che l’azienda continua comunque a puntare sul racconto dell’intelligenza artificiale eseguita sul dispositivo e sulla possibilità di un approccio ibrido. In pratica l’hardware resta lo stesso, cambia solo il modo di presentarlo.
La scelta non riguarda soltanto la gamma Surface. Anche altri prodotti che avrebbero potuto fregiarsi del marchio, come l’imminente Nvidia RTX Spark N1X e il Project Zenith della stessa Microsoft, arriveranno senza il badge Copilot+. Nel frattempo la società di Redmond ha fatto sapere di voler ridimensionare la presenza di Copilot all’interno di Windows 11, con la promessa di migliorare prestazioni, affidabilità e aggiornamenti del sistema operativo. C’è anche un altro impegno, piuttosto significativo, ovvero ottimizzare Windows 11 perché giri senza intoppi con appena 8GB di RAM, complice la carenza di memoria legata proprio alla corsa all’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale non esce di scena
Sarebbe però sbagliato leggere questa mossa come una ritirata totale da Copilot. Microsoft continua a lavorare su numerose funzioni basate sull’intelligenza artificiale per tutta la sua gamma di prodotti. Di recente l’assistente è stato rinnovato e ha ricevuto novità come Home, Code e Autopilot. L’azienda ha anche sperimentato funzioni Copilot+ capaci di sfruttare le GPU dedicate, un passo che potrebbe estendere queste possibilità anche ai PC con processori privi di NPU integrata. Un consulente specializzato ha perfino provato a mappare l’intero universo dei prodotti Copilot, arrivando a contarne oltre 80 diversi, con il sospetto che molti altri siano sfuggiti al censimento.
Non è ancora chiaro se il tramonto silenzioso del marchio significhi che ogni computer con Windows 11 riceverà tutte le funzioni un tempo riservate ai dispositivi Copilot+. Sul fronte software, in ogni caso, il nome Copilot dovrebbe restare ben presente dentro Windows e negli altri prodotti Microsoft.
Quanto alle ragioni della decisione, Microsoft non ha fornito una spiegazione precisa. Il quadro però aiuta a capire. Molti processori moderni, sia di fascia media sia di fascia alta, integrano ormai NPU in grado di toccare o superare i 40 TOPS, e a quel punto una distinzione del genere perde gran parte del suo senso. A pesare c’è anche la attuale carenza di chip di memoria, che ha reso piuttosto costoso il requisito minimo di 16GB di RAM previsto per i PC Copilot+. Microsoft ha persino rimosso dal proprio sito la raccomandazione di 32GB e ha messo in commercio i nuovi portatili Surface for Business in configurazioni che partono da soli 8GB di RAM.
Fonte: TecnoAndroid








