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Proteine, per i sedentari l’eccesso può accelerare l’invecchiamento

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C’è chi ormai conta i grammi di proteine come se fossero soldi in banca, tra frullati, barrette e piatti pensati apposta per gonfiare l’apporto giornaliero. La spinta a mangiarne sempre di più è diventata quasi un dogma del benessere moderno, eppure qualcosa in questo entusiasmo generale rischia di sfuggire. Perché non per tutti aumentare le proteine è una scelta sensata, e in certi casi potrebbe persino avere l’effetto opposto rispetto a quello sperato.

Il punto è che il consiglio di caricare la dieta di proteine nasce e vive soprattutto attorno a un certo tipo di persona, quella attiva, che si allena, che muove i muscoli con regolarità. In quel contesto le proteine hanno senso, servono a costruire e mantenere la massa muscolare. Il discorso però cambia radicalmente quando si parla di chi conduce una vita sedentaria, e qui la faccenda diventa più delicata di quanto la pubblicità di un integratore voglia far credere.

Quando l’eccesso di proteine può accelerare l’invecchiamento

Per le persone poco attive, spingere sull’acceleratore delle proteine non è affatto neutro. Anzi, secondo quanto emerge quel consiglio così diffuso potrebbe accelerare i processi legati all’invecchiamento. In pratica, ciò che funziona bene per un corpo che si muove e brucia energia non offre gli stessi benefici a chi resta fermo per gran parte della giornata, e il surplus proteico finisce per pesare sull’organismo in modi che pochi si aspettano.

La differenza sta tutto nel contesto. Il fisico attivo utilizza quel materiale, lo trasforma, lo consuma. Il corpo sedentario invece si trova a gestire un carico che non gli serve nella stessa misura, e questo può innescare meccanismi tutt’altro che positivi sul lungo periodo. Non si tratta quindi di demonizzare le proteine, ma di capire che la stessa indicazione applicata a stili di vita diversi porta a risultati diversi.

Il messaggio di fondo è semplice quanto poco raccontato, ovvero che una raccomandazione valida per alcuni non diventa automaticamente valida per tutti. La corsa collettiva verso più proteine ha finito per appiattire le differenze tra chi ha davvero bisogno di quel surplus e chi invece, restando fermo, potrebbe pagarne le conseguenze proprio in termini di invecchiamento.

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