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Bastano una quindicina di minuti di Clair Obscur: Expedition 33 per mettere al tappeto anche chi sembra corazzato contro tutto. Il rapper T-Pain ha avviato il gioco sul suo canale YouTube Nappy Boy Gaming e dopo il celebre prologo, noto per essere uno dei più tristi degli ultimi tempi, ha deciso di fermarsi lì. Niente seconda sessione e nessuna voglia di scoprire cosa succede dopo.
C’è chi riesce a reggere le storie più cupe e chi proprio non ce la fa davanti a quella tragedia insistente e senza respiro che spesso si nasconde nel punto più basso dell’arco emotivo di una grande narrazione. A giudicare dalla reazione, l’artista statunitense appartiene con buona probabilità alla seconda categoria. Da qui in avanti il racconto contiene spoiler sulle fasi iniziali del titolo, quindi chi non ha ancora completato l’introduzione farebbe bene a tornare indietro.
Il prologo di Clair Obscur: Expedition 33 e la reazione di T-Pain
Nel video pubblicato sul canale, il cantante gioca circa 15 minuti dell’avventura firmata Sandfall Interactive partendo proprio dall’inizio. Questo significa assistere alla morte straziante di Sophie, uno dei momenti più dolorosi dell’intero RPG. Quando riprende il controllo di Gustave resta senza parole per qualche secondo, poi si lascia sfuggire un sospiro esasperato, una specie di lungo “shewwww”, e chiude il gioco tornando al desktop. A quel punto interviene una voce fuori campo, evidentemente colpita dallo sfinimento emotivo del rapper. “È una storia triste?” chiede. “Sì” risponde lui. “Troppo triste?” incalza l’altra persona. “Sì, era troppo triste” ammette T-Pain tra le risate. Poco prima di terminare la registrazione legge un commento in chat che lo avverte con una frase piuttosto eloquente: “peggiora”. Chiunque abbia portato avanti la partita sa bene che è vero e che il peggio arriva anche piuttosto in fretta. La risposta del musicista è immediata e categorica: “Assolutamente no”.
Quando una storia fa male ma vale comunque la pena
La reticenza a proseguire si capisce benissimo. A volte si ha semplicemente voglia di giocare, guardare un film o leggere un libro senza sentire il bisogno di scrivere al proprio terapeuta subito dopo. Eppure c’è un rovescio della medaglia: se scrittura e interpretazioni sono abbastanza efficaci da suscitare emozioni così forti, probabilmente l’opera merita di essere portata a termine, anche quando non regala la risalita emotiva che ci si aspetterebbe. Un esempio lampante è The Last of Us, considerata una delle storie migliori in assoluto, a prescindere dal mezzo, proprio perché offre un racconto senza compromessi e molto realistico di due persone normali che cercano di sopravvivere a un’apocalisse zombie. Alle brave persone succedono cose terribili e non sempre arriva una redenzione da cartolina per qualcuno. Mettere da parte le traiettorie tradizionali di eroi e cattivi rende la vicenda molto più credibile e di conseguenza più coinvolgente. Magari alla fine non verrà voglia di ballare come un ciclone, ma si può sempre recuperare il buonumore con qualcosa di più leggero per bilanciare.
Del resto anche l’impostazione narrativa di Clair Obscur: Expedition 33 nasce da modelli tutt’altro che rassicuranti. Il director del gioco ha spiegato che il suo approccio alla trama è stato ispirato da Elden Ring e Dark Souls, con un obiettivo preciso: “non volevo imboccare il giocatore”.
Fonte: TecnoAndroid








