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Chi possiede un iPhone 17 Pro e sta valutando il salto verso iPhone 18 Pro farebbe bene a fermarsi un attimo prima di firmare un nuovo contratto con l’operatore. Settembre porta sempre con sé la solita febbre da nuovo modello, quest’anno amplificata dall’attenzione riservata a iPhone Duo, ma la generazione Pro appena arrivata non stravolge nulla rispetto a quella precedente. Anzi, mettendo i due telefoni uno accanto all’altro le differenze si contano sulle dita di una mano, e nessuna di queste cambia davvero la vita quotidiana di chi usa lo smartphone per messaggiare, guardare video e scattare qualche foto.
Design quasi identico e prestazioni che nessuno noterà
Senza i nuovi colori sarebbe difficile capire al volo quale dei due modelli si ha in mano. iPhone 18 Pro arriva in una tonalità Burgundy profonda e in una variante chiara chiamata Glacial, più il nero che in tantissimi avevano chiesto dopo l’assenza nella gamma dello scorso anno. Al di là della palette, però, il design è praticamente lo stesso. Con una piccola nota stonata: il nuovo modello pesa qualche grammo in più del predecessore, dettaglio che a qualcuno darà fastidio.
Una modifica strutturale in realtà c’è, solo che passa inosservata. La Dynamic Island si è rimpicciolita grazie a un nuovo sensore a infrarossi nascosto sotto lo schermo. Soluzione elegante, senza dubbio, ma non è certo il tipo di novità che modifica il modo di usare il telefono. La versione precedente funzionava benissimo così com’era.
Sul fronte potenza Apple ha spinto parecchio durante la presentazione, e in effetti il chip A20 Pro è il primo costruito con architettura a 2 nanometri. Il core GPU aggiuntivo rispetto all’A19 Pro porta fino al 40 percento di prestazioni grafiche in più, e c’è un secondo Neural Engine dedicato all’intelligenza artificiale. Numeri notevoli sulla carta. Nell’uso reale, aprire Instagram o mettere in riproduzione un brano su Apple Music resta esattamente la stessa esperienza. iPhone 17 Pro rimane un telefono rapidissimo, e anche per chi monta video o gioca a titoli pesanti un dispositivo di un anno non è affatto superato.
Fotocamere, software e chi dovrebbe davvero aggiornare
La novità più interessante riguarda la fotocamera principale, che per la prima volta su un iPhone adotta un obiettivo grandangolare con apertura variabile. Funziona come sulle reflex: si regola l’apertura per far arrivare più o meno luce al sensore, cambiando resa dell’immagine e profondità di campo. L’apertura più ampia aiuta soprattutto negli scatti e nei video con poca luce. Tutto il resto, però, è rimasto fermo. Sensore ultragrandangolare e teleobiettivo sono identici a quelli di iPhone 17 Pro, fotocamera frontale compresa. E diversi stili fotografici mostrati durante il keynote dovrebbero arrivare anche su modelli più vecchi con un semplice aggiornamento software.
Discorso analogo per il software. Chi ha iPhone 17 Pro dispone già di Apple Intelligence e di Siri AI, l’assistente integrato in iOS 27. Nessuna funzione esclusiva riservata al modello nuovo: la nuova app Siri, le conversazioni contestuali, la regolazione avanzata della voce dell’assistente, la dettatura migliorata e la possibilità di estendere e reinquadrare le foto sono tutte disponibili anche sulla generazione precedente. In futuro Apple potrebbe sfruttare quel secondo Neural Engine per qualcosa di riservato al modello più recente, ma al momento si tratta di un’ipotesi e basta.
Il punto è che iPhone 18 Pro ha senso per chi arriva da un dispositivo più datato. Partendo per esempio da iPhone 15 Pro, il passaggio significa incassare in un colpo solo tre anni di miglioramenti: camera a vapore per la dissipazione del calore, design rinnovato, zoom migliore, autonomia superiore. Un cambio che si sente eccome. Per chi invece ha già in tasca il modello dell’anno scorso, l’aggiornamento resta marginale, perché le prestazioni salgono ma l’esperienza d’uso quotidiana rimane la stessa. Meglio tenere i soldi in tasca e aspettare il modello del prossimo anno, oppure guardare con attenzione a iPhone Duo.
Fonte: TecnoAndroid








