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Google Meet, Gemini prende appunti anche nelle riunioni dal vivo

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Chi usa Google Meet per lavoro ha da poco un motivo in più per tenere l’app a portata di mano anche quando la riunione si svolge in una stanza vera, con persone in carne e ossa sedute intorno al tavolo. La funzione Prendi appunti per me, finora legata agli incontri in videochiamata, è stata estesa alle riunioni dal vivo e ha iniziato a comparire sui dispositivi degli utenti proprio in queste ore. L’annuncio era arrivato ad aprile durante Cloud Next 2026, poi c’è stato il consueto periodo di attesa prima della distribuzione vera e propria.

Il rollout è partito da Android, che si conferma la piattaforma di riferimento quando Google deve testare qualcosa su larga scala. La versione web di Meet la riceverà poco dopo, mentre iPhone e iPad completeranno il quadro entro la fine del mese. Questione di giorni, quindi, prima che la novità sia disponibile praticamente su tutti i fronti.

Come funziona la trascrizione automatica firmata Gemini

Il motore dietro tutto questo è Gemini, l’intelligenza artificiale di casa Google, che qui viene messa al servizio di un compito molto concreto: annotare quello che viene detto durante un incontro senza che nessuno debba occupare mani e attenzione con carta, penna o tastiera. Il principio era già noto a chi partecipa a riunioni online, dove la funzione lavorava in sottofondo raccogliendo i passaggi principali della conversazione. La differenza è che ora lo stesso meccanismo si può attivare aprendo semplicemente l’app durante un meeting fisico, con lo smartphone appoggiato sul tavolo che fa da orecchio digitale.

Il risultato non è un semplice muro di testo. Meet produce una trascrizione completa dell’incontro, un riepilogo della conversazione e anche un elenco delle azioni da intraprendere, quel tipo di lista che di solito qualcuno si incarica di ricostruire a memoria il giorno dopo. Tutto viene raccolto all’interno di un documento Google che finisce salvato su Drive, e un link al file arriva via email a chi ha avviato la registrazione degli appunti. Nessun passaggio manuale, nessun file da recuperare a mano.

Limiti da tenere presente al debutto

Come spesso capita con le funzioni appena arrivate, ci sono alcuni paletti. Il primo riguarda le lingue: è supportata una sola lingua per sessione, quindi le riunioni in cui si passa continuamente dall’italiano all’inglese rischiano di mettere in difficoltà il sistema. Il secondo è più una raccomandazione che un blocco tecnico, ma va comunque considerata: Google suggerisce di usare Prendi appunti per me per incontri della durata di circa 15 minuti, segno che al momento la funzione dà il meglio su conversazioni brevi e piuttosto focalizzate.

Detta così può sembrare una limitazione stretta, e in parte lo è, però copre bene una fetta enorme di riunioni quotidiane: allineamenti rapidi, aggiornamenti di squadra, confronti veloci su un progetto in corso. Sono esattamente i momenti in cui prendere appunti a mano risulta più scomodo, perché tutti parlano in fretta e nessuno ha voglia di fare il verbalizzatore.

L’estensione agli incontri in presenza segna un passaggio interessante per Google Meet, che smette di essere soltanto uno strumento per le videochiamate e diventa una sorta di assistente da tenere accesso anche quando la tecnologia, in teoria, non servirebbe. Il rollout resta graduale, quindi la comparsa della funzione può variare da account a account nel corso dei prossimi giorni.

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