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La pagina di ricerca Google potrebbe perdere uno degli elementi che l’hanno accompagnata per oltre vent’anni, cioè il pulsante “cerca con Google”, sostituito da tre menu costruiti attorno all’intelligenza artificiale di Gemini. Un gruppo ristretto di utenti si è già trovato davanti a questa versione diversa del motore di ricerca, con la solita barra bianca al centro ma senza il tasto che da sempre avvia la ricerca. Al suo posto compaiono scorciatoie pensate per far svolgere al computer compiti più articolati, in modo automatico. Le tre opzioni individuate finora vanno in direzioni piuttosto diverse tra loro. La prima serve a generare un’immagine partendo da una descrizione scritta. La seconda permette di caricare un documento dal proprio computer e ottenere una lettura ragionata del contenuto, quindi una spiegazione di quello che c’è dentro. La terza è la più vaga e forse la più interessante, perché punta ad aiutare chi scrive a ragionare su un’idea, una specie di confronto guidato invece della classica lista di link blu.
Due funzioni su tre senza account
Il dettaglio che merita attenzione riguarda l’accesso. Due di queste nuove funzioni risultano utilizzabili subito, senza password e senza registrazione, quindi anche da chi arriva sul motore di ricerca per la prima volta o da chi preferisce non collegare nulla al proprio profilo. L’unica eccezione riguarda la creazione delle immagini, dove viene ancora chiesto di accedere con un account. Una scelta che ha una sua logica, considerando il peso computazionale di quel tipo di richieste, ma che segna comunque una differenza netta rispetto alle altre due voci del menu. Per ora si parla di una prova tecnica mostrata a un numero limitato di persone, non di un cambiamento già deciso. Google fa test di questo genere in continuazione, molti restano esperimenti e non arrivano mai alla versione pubblica. Il punto è che la homepage è la pagina più conservatrice dell’intera azienda, quella che ha subito meno modifiche in più di vent’anni di storia. Toccarla, e in particolare togliere un pulsante, non è un dettaglio da poco.
Gemini prende il posto dell’Assistente Google
Il contesto aiuta a capire la direzione. Pochi giorni prima di questi avvistamenti, l’azienda americana ha comunicato che a partire dal 4 settembre l’Assistente Google verrà ritirato da tutti i suoi dispositivi, sostituito dal chatbot Gemini. Due mosse che si tengono insieme piuttosto bene, perché raccontano la stessa strategia applicata a due fronti differenti, l’assistente vocale sugli apparecchi e la ricerca sul web.
Chi usa Google ogni giorno per cercare un orario, un indirizzo, il significato di una parola, difficilmente noterà una rivoluzione nell’immediato. La barra resta al centro, il funzionamento di base non cambia. La differenza sta in cosa viene offerto intorno a quella barra, e in questo caso l’offerta è chiaramente spostata verso l’intelligenza artificiale generativa, con l’idea che una parte delle richieste degli utenti non sia più una domanda a cui rispondere con un elenco di siti, ma un lavoro da svolgere.











