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È disponibile VLC 3.0.24 e questa volta non si tratta del solito aggiornamento di manutenzione. La nuova release del lettore multimediale più versatile in circolazione porta con sé più di 130 correzioni di sicurezza, il numero più alto mai registrato nella storia del software. Non è il tanto atteso salto alla versione 4, che la community aspetta ormai da anni, ma resta un intervento di peso. A spiegare come sia stato possibile sistemare così tante vulnerabilità in un colpo solo ci ha pensato Jean-Baptiste Kempf, responsabile del progetto, che attribuisce gran parte del merito all’intelligenza artificiale.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella caccia ai bug
Secondo Kempf il punto è semplice e allo stesso tempo piuttosto significativo. Gli LLM, cioè i grandi modelli linguistici su cui si basano gli strumenti di intelligenza artificiale più diffusi, avrebbero cambiato l’economia della ricerca di bug. Scovare falle in un codice vasto e stratificato come quello di un lettore multimediale richiede tempo e risorse, e proprio su questo fronte gli strumenti basati sull’AI sembrano aver fatto la differenza. Il risultato è un pacchetto di fix per la sicurezza che non ha precedenti per il progetto.
Per chi usa VLC tutti i giorni questo si traduce in un software più solido, senza che l’esperienza d’uso venga stravolta. Il nuovo aggiornamento si può scaricare direttamente dalle pagine del sito ufficiale e non introduce cambiamenti rilevanti né sul piano dell’interfaccia né su quello delle funzionalità principali. Il cuore della release, insomma, è tutto sotto il cofano.
Cosa cambia oltre alla sicurezza
Anche se il focus è chiaramente sulla protezione, il changelog riserva qualche novità interessante. C’è il supporto alla modalità SRT Listener e arriva l’autenticazione con chiave pubblica per SFTP. I sottotitoli vengono gestiti in modo più preciso grazie al rilevamento automatico della lingua, mentre fa il suo ingresso la compatibilità con il protocollo RIST. Non mancano alcuni miglioramenti nell’interazione con i Chromecast e l’upscaling Super Resolution sulle GPU Moore Threads.
Il cambiamento più corposo dal punto di vista tecnico riguarda però FFmpeg, la libreria che si occupa di buona parte della decodifica audio e video. VLC 3.0.24 abbandona infatti la vecchia release 4.4 e passa alla recente 8.1.2, un salto generazionale piuttosto netto per uno dei componenti fondamentali del programma.
VLC 4 non è stato abbandonato
Nel suo intervento Kempf ha fatto riferimento anche ai lavori in corso su VLC 4. La buona notizia è che lo sviluppo della nuova versione non è stato messo da parte. Quella meno buona è che non esiste ancora una data di arrivo, e ci vorrà ancora del tempo prima di poterla vedere in azione sui dispositivi nella sua forma definitiva.
Nel frattempo il ramo 3.0 continua a fare il lavoro sporco. Rilasciato nel febbraio 2018, a distanza di otto anni e mezzo è ancora la versione usata dalla quasi totalità degli utenti. Kempf ha tenuto a sottolineare che non è stato lasciato a se stesso mentre il team completa VLC 4.0, e questo nuovo rilascio ne è la prova più concreta.
Un’ultima nota per chi utilizza il programma su Windows e si è trovato alle prese con un’apertura particolarmente lenta. Si tratta di un bug noto che si verifica su alcuni computer e che si risolve scaricando e installando l’ultima release. La responsabilità non è degli sviluppatori ma di un comportamento anomalo di Microsoft Defender, che mette erroneamente in quarantena la cache dei plugin.
Fonte: TecnoAndroid








