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La bola negra: Los Javis trasformano quattro pagine di Federico García Lorca in un film

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Sono serviti nove anni dopo La llamada perché Javier Calvo e Javier Ambrossi tornassero dietro la macchina da presa con un secondo lungometraggio, e nel frattempo la coppia si è affermata come una delle più influenti del cinema spagnolo. Con La bola negra, uscito nelle sale spagnole a settembre 2026 e in arrivo in Italia il 14 gennaio 2027., quel percorso trova la sua consacrazione. Il film nasce da appena quattro pagine lasciate da Federico García Lorca e le trasforma in un racconto dove niente è lasciato al caso, nemmeno la scena che sembra più strana.

Il cammino è partito dal Festival di Cannes, dove i due registi, conosciuti in Spagna come Los Javis, hanno vinto il premio per la Miglior regia e hanno ricevuto la seconda ovazione più lunga nella storia della rassegna. Da lì il film non si è più fermato. È stato scelto come candidato spagnolo agli Oscar, ha conquistato i premi del pubblico a Toronto e a San Sebastián e ha firmato un debutto al botteghino destinato a restare negli annali. Nel primo fine settimana in Spagna lo hanno visto oltre 600.000 spettatori per un incasso vicino ai 4,7 milioni di euro. Si tratta del nono miglior esordio spagnolo di sempre e del quarto migliore del 2026, davanti ai 4,47 milioni di L’Odissea.

Tre uomini, tre epoche e un testo mai finito

La presentazione ufficiale è piuttosto asciutta. La bola negra racconta le vite intrecciate di tre uomini in tre epoche diverse, legati dalla sessualità e dal desiderio, dal dolore e dall’eredità, e da una delle ultime opere incompiute di Lorca. Dietro questa descrizione però c’è un lavoro di scrittura molto ambizioso. Partendo dal poco materiale sopravvissuto, i registi hanno costruito una sceneggiatura divisa in tre linee temporali che dialogano tra loro, con l’obiettivo di dare corpo a ciò che il drammaturgo non riuscì a completare. Nel cast figurano Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau e Carlos González, per una durata complessiva di 2 ore e 35 minuti.

Per la scrittura ancora più decisivo del testo lorchiano è stato La piedra oscura, lo spettacolo teatrale di Alberto Conejero del 2013. L’opera ripercorre le ultime ore di Rafael Rodríguez Rapún, l’ultimo compagno di Lorca, che nel film ha il volto di Miguel Bernardeau. Come ha spiegato Calvo, la parte dedicata a Sebastián, interpretato da Guitarricadelafuente, e a Rafael immagina cosa sarebbe successo se Rafael, anziché morire in trincea, fosse stato portato in ospedale e avesse incontrato Sebastián. Ambrossi riassume tutto con una parola sola, ucronia. L’intero esercizio narrativo si regge su un’ipotesi: e se Rafael avesse avuto il tempo di conoscere qualcuno con cui aprirsi, e se quell’opera, rimasta a quattro pagine perché il suo autore fu assassinato, fosse arrivata completa fino ai giorni nostri?

Quanto Lorca c’è davvero sullo schermo

I registi ammettono che non si sa con certezza se il testo sia davvero incompiuto, se l’autore avesse perso interesse o se il resto sia andato smarrito come tanti altri suoi scritti. Di concreto restano quattro pagine, e due di queste contengono l’elenco dei personaggi. Proprio da quella lista è partita la costruzione del racconto. Una sola scena è stata scritta interamente da Lorca, quella al pianoforte tra Natalia de Molina e Milo Quifes, cioè la sorella e il protagonista, con la battuta “Per mio gusto lancerei il giavellotto, ma devo addolcire arance”.

Un’altra scena arriva invece dalla testimonianza del drammaturgo Cipriano Rivas Cherif, amico di Lorca, che ne parlò per iscritto. È quella del padre, affidata ad Antonio de la Torre accanto a Milo Quifes, in cui l’uomo chiede al figlio se sia vero che al circolo gli hanno dato la bola negra e perché. La risposta è che è omosessuale.

Il titolo stesso va oltre la scelta di Lorca e il riferimento al sistema di voto dei circoli. La bola negra diventa il simbolo dello stigma e del rifiuto che le persone del collettivo LGTBIQ+ hanno subito nel corso della storia e continuano a subire, una metafora del peso e della paura dell’esclusione che attraversa tutte e tre le linee temporali del film.

Fonte: TecnoAndroid

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