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Prezzi carburanti in discesa, ma solo nei numeri: alla pompa risparmi quasi inesistenti
La velocità con cui i prezzi erano saliti dopo l’inizio del conflitto è in netto contrasto con l’attuale lentezza nella discesa. I consumatori avevano assistito a un aumento estremamente rapido dei costi del pieno, ma ora i segnali di ribasso sono minimi. I dati diffusi da Staffetta Quotidiana confermano che, nonostante un miglioramento delle condizioni sui mercati, la diminuzione dei prezzi alla pompa si sta facendo desiderare.
Secondo l’associazione dei consumatori, non è accettabile che una variazione così rilevante del prezzo del greggio non si rifletta in maniera proporzionale nei listini al pubblico. Anche se altri fattori incidono sui costi finali, il divario resta evidente. Il Codacons chiede un intervento delle autorità per garantire una maggiore trasparenza e rapidità nei meccanismi di adeguamento dei prezzi.
Passando ai dati aggiornati, la benzina in modalità self service viene venduta a 1,752€ al litro, con una variazione di appena un millesimo in meno. Il diesel resta invece invariato a 1,684€. Le compagnie applicano costi superiori rispetto ai distributori indipendenti, detti “pompe bianche”. Nella modalità servito, il prezzo della benzina sale a 1,891€ al litro, mentre il diesel raggiunge 1,824. Il Gpl si attesta a 0,707 euro/litro, stabile come il metano, fermo a 1,442 euro/kg. In autostrada, la situazione peggiora. La benzina servita tocca i 2,108€ al litro e il diesel supera i 2€. Le promesse di un calo restano quindi lontane dalla realtà degli automobilisti, ancora alle prese con costi troppo elevati.










