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A gennaio l’amministrazione Trump ha lanciato un programma pilota che affida all’intelligenza artificiale il compito di autorizzare o negare alcune cure ai pazienti di Medicare, il sistema sanitario federale pensato per gli anziani. Il progetto si chiama WISeR e introduce un meccanismo che Medicare non aveva mai previsto prima, cioè l’obbligo per i medici di ottenere un via libera anticipato, la cosiddetta autorizzazione preventiva. Gli effetti, a distanza di pochi mesi, si sono rivelati pesanti per medici e pazienti.
Poco dopo l’avvio i media hanno cominciato a raccontare un quadro difficile fatto di problemi tecnici, lunghe attese per decisioni e cure, rifiuti poco comprensibili, medici esasperati e pazienti costretti a convivere con il dolore. Quelle segnalazioni hanno trovato ampia conferma a settembre, quando la Electronic Frontier Foundation ha diffuso una serie di documenti federali sul programma ottenuti nel corso di una causa legale. Tra le carte ci sono anche i commenti degli operatori sanitari e uno di loro ha definito WISeR “una vergogna per la razza umana”, raccontando di aver visto pazienti piangere mentre aspettavano di essere curati.
Nel frattempo alcuni parlamentari cercano risposte e provano a fermare il progetto. A maggio il Government Accountability Office ha stabilito che i funzionari dell’amministrazione non hanno seguito le procedure corrette nel metterlo in piedi, sollevando dubbi sulla sua legittimità. Eppure il programma va avanti e ci sono piani per estenderlo nei prossimi anni. La deputata democratica Suzan DelBene ha chiesto un voto in commissione per ottenere la pubblicazione di altri documenti, ma i repubblicani hanno bocciato la proposta. Secondo DelBene più gli americani scoprono dettagli su WISeR, più cresce la rabbia verso un governo accusato di mettere a rischio le loro cure e di voler privatizzare Medicare.
Fornitori impreparati e attese infinite
Il nome WISeR sta per riduzione dei servizi inutili e inappropriati. L’obiettivo dichiarato è usare intelligenza artificiale e apprendimento automatico per garantire pagamenti adeguati su alcuni servizi, riducendo frodi e sprechi a vantaggio dei contribuenti. Il programma è partito in sei Stati, cioè New Jersey, Ohio, Oklahoma, Texas, Arizona e Washington, e dovrebbe durare fino alla fine del 2031. Al momento l’autorizzazione preventiva riguarda circa una dozzina di prestazioni, tra cui la stimolazione nervosa, le iniezioni epidurali di steroidi contro il dolore, le fusioni cervicali, i sostituti cutanei per le ferite e i trattamenti per incontinenza e impotenza.
Stando ai documenti l’avvio è stato frettoloso e la tecnologia non era pronta. Il fornitore Innovaccer era così indietro da chiedere un rinvio e, non avendolo ottenuto, ha impostato il sistema per approvare in automatico tutte le richieste per un periodo limitato. Zyter invece ha avuto per mesi dati incoerenti perché a quanto pare non distingueva tra la Parte A di Medicare, che copre i ricoveri, e la Parte B, dedicata alle cure ambulatoriali. Oggi l’amministratore delegato Sundar Subramanian assicura che l’azienda è pienamente operativa su entrambe. C’è poi Virtix, che secondo un rapporto settimanale del 30 marzo aveva esaminato 6.096 richieste approvandone 2.863 e respingendone 3.233, pari al 53%. Anche i tempi sono diventati un problema serio. WISeR prevede una decisione entro 72 ore ma molte pratiche hanno richiesto settimane, alcune perfino mesi, e almeno una era ancora in sospeso dopo 83 giorni. Un operatore ha raccontato di un intervento chirurgico slittato di quasi due mesi senza alcuna comunicazione. A giugno è emerso che Virtix era stata sottoposta a un piano correttivo per il mancato rispetto delle 72 ore. L’azienda sostiene di aver ridotto i tempi medi a 1,18 giorni per le autorizzazioni e che il piano si è chiuso il 14 agosto.
Il nodo degli incentivi economici
Le testimonianze più dure arrivano dall’Ohio, dove un operatore che lavorava con Innovaccer ha scritto di aver visto tre pazienti piangere al letto in attesa di una risposta per una cifoplastica, un intervento poco invasivo per le fratture vertebrali, aggiungendo che era impossibile parlare con una persona in carne e ossa. Innovaccer ha poi dichiarato che la sua tecnologia ora funziona a pieno regime.
In un’audizione al Senato la senatrice Patty Murray ha chiesto a Chris Klomp, candidato di Trump al ruolo di vicesegretario alla Sanità, se le aziende guadagnano di più quando negano le cure. Klomp ha risposto di no. I documenti dei Centers for Medicare and Medicaid Services dicono però il contrario, perché per ogni richiesta respinta le società ricevono il 25% del costo che la prestazione avrebbe avuto secondo i parametri regionali. Un promemoria dell’ufficio attuariale ammette che i partecipanti avranno un incentivo a negare quante più richieste possibile. Klomp ha difeso il programma sostenendo che i rifiuti ingiustificati comportano sanzioni economiche significative e che le autorità possono rescindere i contratti.
Fonte: TecnoAndroid








