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E’ arrivato ieri, 1 ottobre, al cinema, Verity, il nuovo thriller psicologico tratto dal romanzo di Colleen Hoover che punta su un cast di primissimo piano. A guidarlo ci sono Anne Hathaway, Dakota Johnson e Josh Hartnett, un trio che già promette scintille in una storia fatta di segreti, manipolazioni e colpi di scena. Il progetto nasce sulla scia del successo al botteghino ottenuto dall’adattamento di It Ends With Us, un altro libro della scrittrice americana, e l’obiettivo dichiarato è replicarne i risultati o, perché no, superarli.
Dietro la macchina da presa c’è Michael Showalter, regista che ha firmato titoli come The Big Sick, The Idea of You e The Eyes of Tammy Faye. Stavolta però il tono cambia parecchio, perché il film di Hoover porta sullo schermo un mondo cupo e seducente allo stesso tempo, lontano dalle atmosfere più leggere a cui il cineasta aveva abituato il pubblico.
La trama di Verity tra manoscritti segreti e una villa isolata
Al centro del racconto c’è Lowen Ashleigh, interpretata da Dakota Johnson, una scrittrice che attraversa un momento durissimo sia sul piano economico sia su quello creativo. La svolta sembra arrivare quando le viene affidato un incarico prestigioso, cioè completare i volumi rimanenti di una saga di enorme successo firmata dalla celebre autrice Verity Crawford. Quest’ultima, a cui presta il volto Anne Hathaway, è rimasta gravemente invalida dopo un incidente stradale tragico e avvolto nel mistero.
Per raccogliere materiale e documentarsi, Lowen si trasferisce nella lussuosa e isolata residenza della famiglia Crawford. Lì incontra Jeremy, il marito di Verity, un uomo addolorato e piuttosto enigmatico interpretato da Josh Hartnett. Le cose prendono una piega inquietante quando, frugando nel caotico studio della scrittrice, la protagonista scopre un’autobiografia mai pubblicata. Si tratta di un manoscritto agghiacciante, pieno di confessioni sconvolgenti sulla maternità, sulla manipolazione e sulla morte delle figlie di Verity.
Da quel momento Lowen si ritrova intrappolata in un clima elettrico, carico di tensione sessuale e di segreti oscuri. Dovrà capire cosa sia reale e chi sia davvero la vittima in un gioco di inganni che può rivelarsi mortale. Una premessa che nel thriller psicologico diretto da Showalter viene spinta fino in fondo, senza troppi filtri.
Un ritorno al thriller sensuale degli anni Novanta
Il film si presenta come un ritorno, e insieme un aggiornamento, di quel filone di thriller erotico che negli anni Novanta aveva regalato titoli come Basic Instinct, Bound e Body of Evidence. Proprio come quelle pellicole, anche Verity è costruito su una serie di svolte narrative inaspettate che hanno già acceso numerose discussioni sui social.
Durante la promozione Dakota Johnson ha descritto l’esperienza sul set come una specie di gioco. Secondo l’attrice, prendere parte a questo film somiglia al tentativo di scoprire la verità nella vita reale, perché ci si domanda continuamente chi siano i buoni e chi i cattivi. Johnson ha anche ammesso che le piacerebbe interpretare una vera villain, dato che dare vita a una persona squilibrata risulta decisamente divertente.
A convincere Michael Showalter è stato invece quell’universo glamour, ipnotico e seducente creato da Colleen Hoover, capace però di diventare anche spaventoso. Il regista ha spiegato di aver abbracciato senza riserve la componente erotica della storia, visto che fa parte della natura stessa dei personaggi. Secondo lui bisogna avere fiducia nel fatto che il pubblico sia in grado di accogliere temi scomodi e intensi anche all’interno del cinema commerciale.
Fonte: TecnoAndroid








