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Pokémon Rosso completato da un’IA con l’aiuto di Claude Opus 5

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Un sistema di intelligenza artificiale è riuscito a completare Pokémon Rosso in meno di una settimana, arrivando fino alla Sala d’Onore. Il traguardo però non è stato raggiunto in solitaria. A raccontarlo è Andrew Boyd, fondatore di Standard Agents Inc., che ha affidato la partita a Jev affiancandogli Claude Opus 5. Quest’ultimo entrava in gioco ogni volta che il modello restava incastrato e serviva ritoccare le informazioni a sua disposizione.

L’esperimento era stato annunciato da Boyd il 17 settembre 2026 e la partita si poteva seguire in diretta tramite browser oppure da terminale. Chi guardava aveva anche la possibilità di intervenire in una chat moderata dallo stesso sistema impegnato a giocare. Standard Agents, l’azienda fondata dallo sviluppatore, commercializza proprio una piattaforma pensata per costruire agenti di intelligenza artificiale.

Come ragiona Jev e che ruolo ha avuto Claude Opus 5

Il meccanismo alla base di Jev è diverso da quello che molti potrebbero immaginare. Il modello riceve un elenco di opzioni corredate da fatti e sceglie quella che in termini probabilistici considera migliore. Insieme alla scelta restituisce anche un’indicazione di quanto si sente sicuro della propria decisione. Non si tratta di un chatbot e nemmeno di un modello linguistico, visto che durante la partita non legge lo schermo e non produce testi o immagini. Dietro le quinte c’era invece Claude Opus 5, che analizzava il registro di gioco e interveniva in modo indiretto sulle scelte e sui dati forniti a Jev.

Il lavoro di correzione non è stato affatto leggero. Il registro delle modifiche al software che gestiva l’esperimento contava 474 voci, quasi tutte legate a un errore e al relativo rimedio. Alcuni intoppi hanno qualcosa di quasi comico. Il modello ha provato 53 volte ad attraversare l’ingresso chiuso di Lorelei e in appena dieci minuti ha percorso 124 volte la stessa scala del Tunnel Roccioso. Non è finita qui, perché una sconfitta contro l’Alakazam del Campione lo ha costretto ad affrontare di nuovo tutti i Superquattro prima di conquistare la vittoria finale.

Meno testo, decisioni più lente e il contributo del pubblico

Gli interventi non si sono limitati a sbloccare singole situazioni ma hanno riguardato anche la quantità e la forma delle informazioni. Seguendo le indicazioni di TypeSafe, Opus ha tagliato di circa due terzi il testo inviato a Jev e ha sostituito i numeri con le parole. Per frenare le sequenze di azioni ripetitive è stato rallentato anche il ritmo complessivo. Le richieste di decisione sono infatti passate da circa una al secondo a una ogni sei secondi.

Pure gli spettatori hanno avuto la loro parte in questa avventura nel mondo di Pokémon Rosso. I suggerimenti utili arrivati in chat sono stati sfruttati per migliorare le opzioni sottoposte al modello. In questo modo l’intervento umano ha lavorato accanto al software e ha permesso di correggere le informazioni su cui si basavano le mosse successive.

Esiste poi un esperimento separato, condotto da Christian Mathiesen di Frigade, che ha imboccato una strada differente. In questo caso il sistema legge la memoria del gioco, elenca le azioni consentite e lascia a Jev il compito di scegliere, senza mai scrivere nella memoria stessa. La prima versione del progetto era andata decisamente peggio. Quando il modello doveva selezionare direttamente i pulsanti da premere, Jev non era riuscito nemmeno a lasciare Biancavilla.

Fonte: TecnoAndroid

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