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Sean Gunn ha deciso di chiudere per sempre il suo rapporto con Rocket, il procione spaziale che per anni ha contribuito a portare in vita sul grande schermo. Dopo cinque film e uno speciale natalizio nell’universo Marvel, l’attore ha spiegato di sentirsi ormai troppo avanti con l’età per sostenere la parte fisica del ruolo. Il motivo è semplice e molto concreto: superati i 50 anni, il corpo non collabora più come prima.
Per capire quanto conti questo addio bisogna fare un passo indietro, a quando James Gunn iniziò a lavorare su Guardiani della Galassia. All’epoca nessuno credeva davvero nel progetto. Un’avventura spaziale con una sorta di Han Solo, una ragazza verde, un procione mutante, un omone privo di emozioni e un albero non sembrava proprio la ricetta giusta per riempire le sale. Eppure la scommessa funzionò alla grande. Il regista intuì un potenziale che sfuggiva a tutti gli altri e trasformò quella stranezza in uno dei maggiori successi dello studio.
Il lavoro nascosto dietro Rocket
Tra i protagonisti di quello strano esperimento c’era proprio Sean Gunn, fratello del regista, che si ritrovò con due ruoli da gestire contemporaneamente. Da una parte interpretava Kraglin, uno dei membri dei Ravagers. Dall’altra era lui a dare corpo e movimento a Rocket durante le riprese, anche se la voce del personaggio appartiene a Bradley Cooper. James Gunn raccontò che i gesti e la fisicità del fratello dovevano servire come semplice riferimento per gli animatori. Nel corso della lavorazione però accadde qualcosa di diverso, perché fu proprio in quel processo che il team riuscì a trovare l’anima del personaggio.
Detto in altre parole, Sean ha avuto un peso enorme nella creazione di Rocket. E il metodo non è rimasto un caso isolato, visto che è stato ripetuto in tutti i film Marvel in cui il procione compariva. Un lavoro prezioso ma anche piuttosto faticoso, dato che richiedeva di restare accovacciato per lunghi periodi. Ed è proprio questo il punto che ha spinto l’attore a fermarsi.
Il ritiro dopo i 50 anni
In un’intervista con Brandon Davis, l’interprete ha chiarito un equivoco piuttosto diffuso. Molti pensano che il problema siano le ginocchia, ma in realtà a risentirne sono soprattutto piedi e caviglie. Durante le riprese Sean Gunn stava accucciato un po’ come un ricevitore nel baseball e ruotava continuamente sui punti di appoggio a terra. Con il passare degli anni, ha spiegato, questo movimento ripetuto ha lasciato qualche piccolo segno sul suo fisico.
Le ginocchia, a suo dire, stanno bene. Tuttavia da quando ha compiuto 50 anni, un paio di anni fa, si considera ufficialmente ritirato da Rocket. L’attore ha precisato che nessuno lo ha chiamato per un nuovo progetto, ma che anche in quel caso non si sentirebbe più in grado di fornire il riferimento di movimento per il procione. Troppo vecchio per farlo, ha ammesso senza giri di parole.
Salutare il personaggio non dovrebbe essergli costato troppo, anche perché la sua esperienza nel Marvel Cinematic Universe era di fatto già arrivata al capolinea. Con il passaggio del fratello alla guida di DC, anche Sean Gunn ha spostato la propria attenzione sui personaggi dello studio di Batman. Oggi veste i panni di Maxwell Lord, figura apparsa nel film Superman uscito nel 2025 e nella serie Peacemaker.
Fonte: TecnoAndroid








