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Auto rubate in Canada: 4.798 ritrovate in Russia secondo Interpol

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Le auto rubate in Canada finiscono sempre più spesso in Russia, dove alimentano un fiorente mercato nero di veicoli occidentali. Il percorso parte magari da un parcheggio di Toronto e si chiude migliaia di chilometri più a est, nel Paese guidato da Vladimir Putin. A ricostruire questa rotta è stata un’indagine che ha acceso i riflettori su un fenomeno che da anni affligge il Canada e che ha trasformato i suoi porti in uno dei punti di partenza di un traffico internazionale di mezzi.

Ogni anno migliaia di vetture spariscono da strade, parcheggi e persino abitazioni. In certi casi i ladri entrano nelle case soltanto per impossessarsi delle chiavi. I furti d’auto hanno toccato livelli record dopo la fine delle restrizioni legate al Covid, quando i problemi nelle catene di approvvigionamento e la scarsità di vetture disponibili hanno reso i veicoli particolarmente preziosi.

Da allora le autorità canadesi hanno rafforzato i controlli e investito decine di milioni di euro per arginare il problema, ma una fetta consistente dei mezzi più costosi continua a prendere la via dell’esportazione. Il legame con Mosca passa dalle sanzioni occidentali, che hanno ridotto drasticamente la presenza di molti marchi automobilistici sul mercato russo facendo salire prezzi e domanda. Così, mentre i governi cercavano di isolare la Russia dal commercio internazionale di automobili, le organizzazioni criminali hanno trovato nuovo spazio per i propri affari. Gli investigatori parlano sempre più spesso di veicoli sottratti su commissione, in base alle richieste di acquirenti stranieri.

Dal Canada alla Russia, la filiera delle auto rubate

Un’inchiesta giornalistica ha ottenuto i dati dell’Interpol sui veicoli canadesi rubati e poi ritrovati in Russia. Tra febbraio 2024 e luglio 2026 le segnalazioni sono state 4.798, una cifra che secondo le autorità rappresenta solo una parte del fenomeno reale.

La Russia è di gran lunga la principale destinazione estera delle vetture sottratte in Canada. Nel mirino finiscono soprattutto SUV e grandi pickup occidentali come Dodge Ram, Toyota Tundra e Ford F150, ma anche modelli di fascia alta come Land Rover. Il sistema funziona come una vera catena di montaggio. Gli acquirenti ordinano i veicoli desiderati attraverso canali online e i complici sul territorio canadese si mettono a caccia degli esemplari richiesti. Individuata l’auto entrano in scena i ladri, mentre altri membri della rete si occupano di documenti e logistica. I mezzi vengono poi nascosti dentro container insieme a merci regolari e spediti all’estero.

Il porto di Montreal è diventato uno degli snodi principali, anche se dopo la stretta sulla costa orientale le autorità hanno notato un aumento delle spedizioni da Vancouver. Una parte delle vetture viaggia verso l’Africa occidentale o il Medio Oriente, mercati importanti per l’usato. Un’altra quota invece raggiunge la Russia passando soprattutto dagli Emirati Arabi Uniti, oltre che da Georgia, Kazakistan, Kirghizistan e Lituania. A Montreal gli agenti ispezionano ogni settimana circa una dozzina di container e arrivano a scovare tra 20 e 30 auto rubate, per un valore complessivo che può toccare 1,8 milioni di euro.

Perché Mosca è diventata lo sbocco principale

Il cuore dell’inchiesta sta nel capire come un Paese così lontano sia diventato la meta privilegiata di questo commercio illegale. Tutto riporta alle sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Il ritiro o il ridimensionamento di tanti costruttori stranieri ha lasciato un vuoto che i canali clandestini hanno colmato in fretta. Le vetture occidentali sono diventate più rare e più care, e proprio per questo ancora più ambite.

Le bande canadesi non sono nate a causa delle restrizioni, dato che esistevano già reti in grado di rubare, falsificare documenti e spostare merci. Le sanzioni però hanno fatto crescere il valore del loro giro d’affari. Secondo gli investigatori lo schema è preciso. Qualcuno ordina un certo modello, la rete individua il bersaglio e il veicolo lascia il Canada prima di approdare sul mercato nero. Le autorità stanno anche verificando se alcuni pickup arrivati in Russia siano stati poi impiegati in ambito militare. Un video trasmesso da una televisione controllata dal ministero della Difesa russo ha mostrato diversi Dodge Ram all’interno di una fabbrica di droni.

Nel frattempo Mosca potrebbe rendere lo scenario ancora più favorevole ai trafficanti. Il ministero dell’Interno russo ha proposto norme che permetterebbero di immatricolare automobili rubate nei cosiddetti Paesi “ostili”, tra cui figura anche il Canada, una misura che se approvata renderebbe ancora più difficile il contrasto internazionale. Sul fronte opposto il Canada ha inasprito le pene, portandole fino a 14 anni di carcere per alcuni casi di furto d’auto.

Fonte: TecnoAndroid

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