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Apple hub domestico: display quasi quadrato e Siri AI al debutto

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Da mesi si parla di un hub per la casa firmato Apple e adesso la prospettiva sembra molto più vicina, con un debutto che secondo le indiscrezioni potrebbe arrivare già il mese prossimo. Si tratta di un dispositivo con display, fotocamera e microfoni, pensato prima di tutto come porta d’ingresso a Siri AI, la nuova generazione dell’assistente vocale su cui a Cupertino stanno lavorando da tempo. Qualche indizio sulla direzione presa dall’azienda è arrivato durante il primo keynote guidato dal nuovo amministratore delegato, John Ternus, che ha tracciato il profilo del dispositivo AI ideale: connessione sempre attiva, uno schermo, buone fotocamere e microfoni, autonomia generosa e un legame stretto tra hardware e servizi. Dentro Apple qualcuno ha creduto che stesse presentando proprio il nuovo hub domestico. Parlava invece di iPhone, che resterà ancora a lungo il centro di gravità dell’ecosistema.

Il curioso equivoco però racconta bene quanto i due prodotti si assomiglino, almeno sulla carta. Il progetto, identificato internamente con la sigla J490, è già in fase di test nelle case di diversi dipendenti dell’azienda. Servirà a controllare la smart home, gestire videochiamate, usare le funzioni interfono e accedere ad app, contenuti e servizi Apple senza passare per forza dal telefono.

Due versioni, uno schermo quasi quadrato

Il display avrà una forma quasi quadrata e dimensioni più contenute rispetto a quelle di prodotti concorrenti come Amazon Echo Show. Le versioni in preparazione sarebbero due: una da appoggiare su una base, descritta da chi l’ha vista come una specie di HomePod mini tagliato a metà, e una pensata per essere fissata al muro. Due formati diversi per due modi di vivere la casa, insomma, con la seconda soluzione che guarda evidentemente a corridoi, cucine e ingressi.

L’interfaccia mescolerà elementi presi da iOS, tvOS e watchOS, con una schermata Home dedicata, widget e quadranti in stile Apple Watch. Per la configurazione iniziale e per alcune operazioni servirà comunque un iPhone, quindi il dispositivo non sarà del tutto autonomo. La fotocamera frontale avrà un ruolo centrale: il sistema riconoscerà chi si trova davanti allo schermo e adatterà di conseguenza ciò che viene mostrato. Cambieranno app in primo piano, note, appuntamenti, notizie, musica e podcast a seconda della persona. Il dettaglio interessante è che Apple ci sarebbe riuscita senza un sistema di rilevamento della profondità paragonabile a quello di Face ID, una soluzione che potrebbe tornare utile anche su altri prodotti della gamma.

Il nodo Siri e il ruolo di iPhone

Il vero motivo dei ritardi accumulati ha un nome preciso. Il progetto era pronto da anni, ma il lancio sarebbe stato rinviato in attesa della nuova generazione dell’assistente. Sul nuovo hub Siri potrà cercare informazioni tra dispositivi e account collegati all’utente, recuperare un brano o un podcast ricevuto tempo prima in una conversazione, trovare fotografie e svolgere operazioni più puntuali dentro app come Note, Promemoria e Calendario. Non più semplici comandi vocali, quindi, ma un assistente che pesca dentro i dati personali.

La strategia complessiva resta comunque appesa a iPhone, che continuerà a fare da riferimento per la vita fuori casa e per i prodotti futuri, dagli smart glasses agli AirPods dotati di fotocamere. Tra le mura domestiche però Apple vuole costruire un secondo punto d’accesso al proprio ecosistema, meno legato al telefono e più immediato. È un’impostazione che richiama una vecchia idea dell’azienda, organizzata attorno a tre ambienti distinti: la casa, la mobilità e l’automobile. Il primo dovrebbe essere rafforzato proprio dal nuovo hub, affiancato dai prossimi HomePod mini e Apple TV aggiornati con Siri AI, mentre il secondo resta saldamente affidato a iPhone.

Fonte: TecnoAndroid

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