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Capire se il proprio smartphone riceve ancora gli aggiornamenti di sicurezza Android non è immediato come sembrerebbe. Il giorno in cui arriva l’ultima patch non suona nessun allarme, non compare alcun avviso e il dispositivo continua a funzionare esattamente come prima. Proprio questa apparente normalità spinge molte persone a usare telefoni rimasti senza protezioni aggiornate, e quindi più esposti agli attacchi.
Gli aggiornamenti di sicurezza contano più delle novità che arrivano con le nuove versioni di Android. Gli upgrade di versione aggiungono funzioni, mentre le patch di sicurezza chiudono le vulnerabilità che i malintenzionati possono sfruttare per rubare dati o installare malware. Il problema è che il telefono non è in grado di dire se arriveranno altri aggiornamenti e mostra soltanto l’ultimo ricevuto. Per avere un quadro chiaro serve incrociare qualche informazione.
Dove trovare la data dell’ultima patch
Il primo controllo si fa direttamente sul dispositivo. Basta aprire le Impostazioni, entrare in Info sul telefono e cercare la voce Versione Android (sui Samsung si chiama Informazioni software). Qui compaiono la versione del sistema, la data della patch di sicurezza e lo stato dell’aggiornamento di sistema Google Play. Quella data indica quando è arrivata l’ultima correzione, non se ne arriveranno altre. Come regola generale, se risale a più di tre o sei mesi fa è probabile che il telefono sia vicino alla fine del supporto o l’abbia già superata.
Vale la pena dare un’occhiata anche alla sezione Sistema e poi Aggiornamento software, dove si vede se c’è qualcosa in attesa di installazione. Da non trascurare poi gli aggiornamenti di sistema Google Play, che viaggiano separati da quelli completi del sistema operativo e sistemano componenti fondamentali come la riproduzione multimediale e la connettività. Per verificarli si apre il Play Store, si tocca l’icona del profilo, si sceglie Gestisci app e dispositivo e infine Mostra dettagli sotto Aggiornamenti disponibili, così da vedere quali app, Google Play Services compreso, hanno una nuova versione pronta.
Quando finisce il supporto e chi lo decide
Tutto questo però non rivela per quanto tempo il telefono resterà coperto. I produttori raramente pubblicizzano una data di scadenza, ma esistono servizi specializzati che raccolgono in tabelle le date esatte in cui ciascun modello smetterà di ricevere patch. Si scopre così che Galaxy S26 FE avrà aggiornamenti di Android e di sicurezza fino a settembre 2033, mentre Pixel 6 Pro ha raggiunto la fine del supporto a ottobre 2026.
Google sviluppa Android ma è il produttore a stabilire per quanto tempo un telefono verrà aggiornato. Ogni marchio prende la release, ci costruisce sopra la propria interfaccia, come One UI per Samsung o OxygenOS per OnePlus, e integra le correzioni insieme alle proprie funzioni. Questo passaggio in più spiega anche perché gli aggiornamenti non arrivano ovunque nello stesso momento. I Pixel li ricevono prima perché Google dà priorità al proprio hardware, mentre gli altri marchi hanno bisogno di tempo per adattare ogni patch al loro software.
Anche gli impegni cambiano parecchio. Google garantisce sette anni di aggiornamenti di sistema e sicurezza da Pixel 8 in poi. Samsung offre sette anni a partire dalla gamma Galaxy S24 e da Galaxy Z Fold6 e Z Flip6, mentre i vecchi Galaxy A e i top di gamma dal 2019 in avanti si fermano a quattro anni e alcuni modelli economici arrivano a sei. OnePlus 12 ha quattro anni di aggiornamenti di sistema e cinque di patch, che salgono a sei con OnePlus 13. Questi periodi partono dalla prima commercializzazione del modello e non dal momento dell’acquisto. Nel frattempo l’Unione Europea, con il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, da giugno 2025 impone almeno cinque anni di aggiornamenti software per i nuovi smartphone venduti nella regione.
Cosa fare se gli aggiornamenti sono finiti
Un telefono senza supporto non smette di funzionare ma diventa un rischio crescente, soprattutto se viene usato per app bancarie o gestori di password. Sostituirlo subito non è sempre possibile, quindi conviene adottare qualche accorgimento. Prima di tutto attivare gli aggiornamenti automatici delle app tramite Google Play ed evitare di installare applicazioni scaricate fuori dallo store. Poi abilitare l’autenticazione a due fattori sull’account Google e sugli altri accessi sensibili, insieme ai backup automatici per non perdere dati. Utile anche fare pulizia tra le app installate, eliminare quelle inutilizzate e revocare i permessi non strettamente necessari. Le reti WiFi pubbliche andrebbero usate solo con una VPN attiva.
Se l’ultima patch ha più di sei mesi o il modello ha già superato la scadenza, è il momento di valutare un nuovo smartphone. Al momento sono i Pixel e i top di gamma Samsung a offrire i periodi di aggiornamento più lunghi, e prima dell’acquisto conviene sempre verificare l’impegno del produttore sul supporto software.
Fonte: TecnoAndroid








