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La Guardia di Finanza italiana ha scoperto gli utenti del “pezzotto”, un servizio di streaming illegale, provocando un’ondata di sanzioni per i clienti che utilizzavano il sito per visualizzare contenuti pirata da piattaforme digitali e di streaming. Secondo quanto riportato, oltre 900.000 utenti potrebbero incorrere in sanzioni fino a 1.032 euro. I recidivi dovranno affrontare sanzioni molto più salate.

La Procura di Napoli ha avviato l’operazione “Dottor Pezzotto”, che ha permesso di identificare i clienti del servizio IPTV illegale. Secondo l’inchiesta, i clienti possono vedere tutto ciò che è accessibile sui servizi di streaming come Sky, Dazn, Netflix, Prime Video, Disney+ e Infinity per soli dieci euro al mese. Per indagare sulla pirateria IPTV, la Guardia di Finanza non deve più utilizzare un decoder pezzotto.

IPTV, scattano le denunce

Le conseguenze dell’utilizzo di servizi IPTV illegali sono gravi. I clienti che hanno utilizzato il pezzotto per vedere contenuti audiovisivi protetti da copyright incorreranno in una sanzione di 154 euro per la prima violazione. In caso di “recidiva”, la sanzione salirà a 1.032 euro. Tuttavia, se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni, le sanzioni possono essere ridotte. Le sanzioni hanno lo scopo di scoraggiare la pirateria, proteggendo al contempo gli interessi delle imprese legittime e degli utenti finali.

Secondo gli analisti del settore, la battaglia contro la pirateria è proseguita anche in Italia, dove il problema è pervasivo e in crescita. L’azione della Guardia di Finanza mira “a sradicare un problema che sta causando danni significativi al sistema”, secondo Andrea Duilio, Ad di Sky Italia. I servizi di streaming illegale non solo danneggiano le aziende, ma espongono le informazioni personali degli utenti a vere e proprie organizzazioni criminali.

Le sanzioni comminate agli utenti del pezzotto vogliono essere un messaggio per coloro che utilizzano servizi IPTV senza licenza. Le sanzioni dimostrano che le autorità prendono sul serio la pirateria e sono pronte a prendere provvedimenti severi contro chi infrange la legge. L’obiettivo è che queste sanzioni scoraggino altri dal partecipare a pratiche simili e contribuiscano alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale dei produttori e distributori di contenuti autentici.

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