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Ben dieci farmacie milanesi hanno subito un sequestro attuato dalla Procura di Milano, oltre che e nella sede della società. Sono state sequestrate un totale di 15 mascherine U-Mask complete di filtro e di 5 filtri. Su questo materiale, si effettueranno le analisi sulla loro reale capacità di filtraggio per verificarne la conformità dichiarata dall’azienda. Nell’inchiesta è indagata per frode nell’esercizio del commercio l’amministratrice della filiale italiana della società.

La frode delle mascherine U-Mask, i dettagli detta vicenda

È una società concorrente a far partire l’indagine con una denuncia. Gli investigatori hanno notato che la capacità di filtraggio dichiarata è del 98-99%, ma quella reale è molto inferiore. Il fascicolo è coordinato dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, mentre le analisi sono state affidate alla Polizia locale e alla polizia giudiziaria del dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro. L’ipotesi di reato è frode nell’esercizio del commercio nei confronti dell’amministratrice della società che detiene il marchio per l’Italia.

Persino Striscia la Notizia si è occupata del caso con un’inchiesta di Moreno Morello. Le mascherine U-Mask, sono state pubblicizzate dall’azienda come la prime mascherine biotech, riutilizzabile fino a 200 ore di utilizzo effettivo. Sono state distribuite in 121 Paesi in tutto mondo e adottate da diverse federazioni sportive. Nell’inchiesta, Morello spiega:

Dicono che ha una molecola che distrugge i batteri. Insomma i consumatori hanno la percezione di avere su naso e bocca una protezione superiore rispetto a quella garantita dalle chirurgiche, ma i test — fatti in più laboratori qualificati — rivelano che siamo sotto di svariati punti. Insomma le U-Mask filtrerebbero meno di quelle da 50 centesimi e costano pure 35 euro.