tiktokLo scontro tra l’amministrazione Trump e il social network di origini cinesi TikTok si arricchisce di un nuovo capitolo. Sembra infatti che malgrado l’imminente scadenza dell’ultimatum l’amministrazione americana non abbia fornito alcuna informazione alla compagnia per cercare di limare le distanze. La dead line stabilita, il 12 novembre, è ormai stata raggiunta; a meno di novità dunque il servizio di TikTok diventerà di fatto inutilizzabile negli USA.

Le limitazioni imposte infatti riguardano il servizio di hosting, il content delivery, il peering ma anche il divieto di utilizzarne il codice e più in generale le funzioni e servizi messi a disposizione. Insomma una vera e propria serrata che impedirebbe a ByteDance, società proprietaria del social network, di operare in territorio statunitense.

TikTok: ByteDance spera ancora in una proroga

 

L’unica soluzione, a meno di un grande passo indietro da parte dell’amministrazione uscente, si configura nella vendita del ramo americano della compagnia. In tal senso si inquadra la richiesta di TikTok di una proroga di 30 giorni; l’obiettivo è quello di concludere la trattativa già avviata con Oracle e Walmart per la cessione di parte della società.

D’altronde lo stesso Trump aveva avvallato l’ipotesi con la possibilità della nascita di una nuovo gruppo con sede in Texas. Il problema in questo caso sta nella mancata risposta della CFIUS; la commissione che valuta gli investimenti estere negli Stati Uniti. La situazione appare alquanto incerta dunque e l’unico spiraglio appare l’istanza presentata da TikTok presso la Corte di Appello americana con cui spera di guadagnare ancora un po’ di tempo.