Telegram drogaTelegram e Whatsapp sono rivali storici, e divergono tra loto per una serie di importanti differenze che alzano l’asticella delle preferenze dall’una all’altra parte. Ad ogni modo, i due sistemi hanno qualcosa in comune che li rende appetibili ai narco-trafficanti ed a coloro che utilizzano le chat riservate per compiere degli illeciti.

Stando a quanto rilevato da alcuni studi condotti sul Deep Web, pare che la nuova frontiera dello spaccio di sostanze stupefacenti passi per i sistemi di messaggistica istantanea, che in luogo dei recenti aggiornamenti di sicurezza garantiscono un livello di riservatezza e cifratura perfetta per veicolare i messaggi.

 

Telegram: centro operativo per narcos e criminali

Dopo essere stato sbloccato per gli iPhone, Telegram X ed il suo client principale rischiano di riscrivere un capitolo della pubblica sicurezza. Da un lato abbiamo un’applicazione infallibile sotto il profilo della riservatezza e dall’altro anche una società che è disposta a tutto per tutelare la privacy dei suoi utenti.

Questo approccio altamente conservativo alla privacy rischia però di trasformarsi in una panacea per i criminali e nell’incubo per gli organismi di Polizia quotidianamente impegnati a sgominare l’incalzante minaccia di una rete di spaccio a livello planetario.

Le operazioni di intercettazione sono rese quasi impossibili dai nuovi servizi online, ora evolutisi in qualcosa di spaventosamente sicuro e riservato. La Polizia e gli altri organi di controllo hanno cominciato a prendere il controllo dei server operando secondo un atteggiamento passivo il cui scopo è fondamentalmente quello di risalire ai “pesci grossi” del mercato della droga.

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L’efficacia di tale metodica di attacco ai narcos ha fruttuosamente generato risultati con le ultime operazioni AlphaBay e Hansa, che hanno respinto due importantissimi “supermarket illegali” della droga.

Visti tali accorgimenti, i malviventi hanno deciso di cambiare strategia passando per Telegram e la creazione di “chat a tempo”, che rimangono attive per qualche ora passando per un sistema di comunicazione che inizialmente prevede la pubblicazione dell’indirizzo della chat stessa tramite forum esterno. Si tratta, quindi, di un sistema di passaparola stratificato e diversificato, con cui i malfattori cercano di rendersi invisibili alle forze dell’ordine.

Un simile approccio funziona, e rischia di far perdere le tracce agli organi di controllo. Ad ogni modo, nonostante le difficoltà, le intercettazioni non sono impossibili e di metodi ed i sistemi adottati dalla Polizia si evolvono di pari passo a quelli usati dai nuovi cyber-contrabbandieri.

In tempi recenti, un esempio di misura tecnologica efficace è stata fornita dall’identificazione di un’impronta digitale parziale ricavata da una foto Whatsapp. La sfida tra guardie e ladri prosegue a ritmo serrato. Chi vincerà la disputa?