Tramite un esperimento è stato possibile insegnare ad un sistema animato d’intelligenza artificiale a replicare le espressioni facciali, scegliendo quelle che meglio si adattano a seconda di chi si trovano di fronte o della situazione.

Ben presto i robot reciteranno un ruolo da protagonisti nella vita quotidiana

 

I passi in avanti nel mondo tecnologico si fanno sempre più consistenti e mai come questa volta si tratta di un’innovazione straordinario. Per chi non lo sapesse un bot è una macchina che fa il lavoro di un uomo. Si tratta di un programma che simula l’esistenza di una persona e si comporta come se fosse la persona stessa. Questo sistema di intelligenza artificiale, ben presto, potrebbe essere utilizzato per potenziare le numerose funzionalità del social network. Non ci crederete ma hanno imparato a mimare le movenze del volto umano. Ciò è stato possibile a seguito di una ricerca svolta da un gruppo di ricercatori americani in una tesi appena pubblicata. Qui viene raccontato, come siano riusciti ad addestrare un particolare bot animato, controllato da un algoritmo, riuscendo a fargli mimare le espressioni facciali ricorrenti, che si hanno nel corso di una conversazione. La curiosità è come si sia arrivati a ciò e come si possa, realmente “far esercitare” un bot. La risposta è presto data, sono stati utilizzati svariati video di YouTube con oggetto il ritratto di persone impegnate in normali conversazioni tramite Skype, durante riunioni lavorative o semplici chiamate tra familiari. Si tratta ovviamente di spezzoni video in cui i volti dei soggetti possono essere facilmente riconosciuti, ma che hanno costituito linfa vitale per i bot degli scienziati.

Ma la cosa incredibile è che queste persone non hanno impartito alcun insegnamento al sistema di riconoscimento di una particolare espressione o di possibili emozioni che sarebbero scaturite dalle varie situazioni. Lo hanno semplicemente allenato a ricercare schemi ricorrenti nei semplici movimenti del viso. Sono state ben 68 le variazioni chiave dei visi analizzati che i bot sono riusciti a memorizzare, tutte riferibili ad atteggiamenti comuni agli esseri umani di qualsiasi parte del mondo. In questo modo, il sistema è riuscito ad individuare e prevedere quali fossero le espressioni più adeguate in risposta a certe situazioni fornite come input. Il bot vedendo una persona che ride, per esempio, è riuscito ad associare automaticamente l’apertura della bocca o la rotazione della testa. I ricercatori hanno voluto creare un test con persone fisiche a cui è stato chiesto di analizzare le espressioni animate prodotte dal bot e valutare la sua credibilità: il risultato è stato più che buon e seppur basilari, le risposte fornite hanno sempre riportato un’attinenza con la situazione mostrata in video.

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Facebook non ha intenzione di costruire un robot che assuma comportamenti umani, ci troviamo ancora in una fase di sperimentazione abbastanza primordiale. Di certo potrebbe essere di supporto all’uomo, agevolando il compito nel lavoro e nelle abitudini quotidiane. Già in alcuni paesi, l’automazione è in grande crescita, in Cina, per esempio, in alcune catene di ristoranti, al bancone invece di una persona troviamo una videocamera con riconoscimento facciale 3D, che scansiona il volto del cliente ed in base al sorriso, è in grado di addebitare il costo dell’ordine direttamente sull’account del cliente.

Per Facebook queste funzionalità potrebbero rivelarsi molto utili nella realtà virtuale o in un futuro potenziamento dei bot. Ricordiamo che su Telegram, tantissime pagine sono gestite da bot.